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Cervello, ippocampo funziona come un film editor dei ricordi

Scienze
Foto di archivio (Getty Images)

Secondo una nuova ricerca gli eventi vengono suddivisi in sequenze e archiviati nella memoria a lungo termine eseguendo un ‘montaggio’ simile a quello compiuto dai professionisti del cinema 

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L’ippocampo ha un ruolo fondamentale nel dividere gli eventi dell’esperienza quotidiana e archiviarli nella memoria a lungo termine. Il cervello funziona quindi come un film editor, un montatore cinematografico che al posto delle scene di un filmato assembla le esperienze vissute in sequenze separate, le quali diventano poi ricordi. Emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Cambridge nel Regno Unito. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Neuroscience. È tra le prime a studiare la funzione dell'ippocampo durante un’esperienza quotidiana come guardare un film.

Usata la tecnica del neuroimaging

Durante il test i partecipanti hanno guardato Forrest Gump, film del 1994 con protagonista Tom Hanks, e Bang! You’re Dead, dramma televisivo del 1961 diretto da Alfred Hitchcock. I due autori dello studio, Aya Ben-Yakov e Richard Henson, hanno utilizzato la tecnica del neuroimaging, che consiste nell’utilizzo di tecnologie di neuroimmagine in grado di misurare il metabolismo cerebrale. L’obiettivo è analizzare la relazione tra l’attività delle aree del cervello e le funzioni cerebrali. I ricercatori hanno notato che l’ippocampo aveva un’attività più acuta nei punti dei film in cui si poteva riscontrare la fine di un evento e l’inizio di un altro. I punti di transizione erano stati individuati in precedenza da un gruppo di 16 osservatori.

La funzione dell’ippocampo

L’ippocampo è noto per avere un ruolo importante nella trasformazione della memoria a breve termine in memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale. Secondo i ricercatori sarebbe proprio questa parte del cervello a suddividere le esperienze in sequenze e catalogarle in ricordi. “Ricerche come questa potrebbero aiutare a rispondere alla domanda 'che cos'è un evento dal punto di vista del cervello?’”, spiegano gli autori del lavoro. “Osservando l’attività cerebrale è stato possibile notare come l’ippocampo fosse più attivo nei momenti di transizione da un evento a un altro. Significa che in qualche modo la scena veniva archiviata e si passava a un’altra”.