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Aritmia cardiaca curata con fascio di protoni, l'intervento a Pavia

I Titoli delle 13 del 22/01

3' di lettura

L’operazione, messa a punto in collaborazione con la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, è stata condotta dagli esperti del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Cnao)

È possibile curare l’aritmia ventricolare grazie ai protoni: lo dimostrano i risultati di un intervento che è stato eseguito con successo al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Cnao) di Pavia. L’operazione, messa a punto in collaborazione con la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, è stata condotta per la prima volta al mondo su un paziente affetto dall’alterazione del normale ritmo di contrazione del cuore. Per trattarlo, i medici hanno utilizzato un fascio di protoni che ha colpito, in modo mirato e con un ridottissimo impatto sui delicati tessuti circostanti, la parte del cuore responsabile dei battiti cardiaci irregolari.

La scelta del Cnao

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia è una delle sei strutture al mondo dotate di acceleratori capaci di generare fasci di protoni e ioni carbonio, solitamente utilizzati per la cura dei tumori radioresistenti e non operabili. “La scelta di utilizzare l’adroterapia con protoni, forma avanzata di radioterapia per la cura dei tumori, per il trattamento di una patologia cardiaca, è nata dalla necessità di contrastare una forma particolarmente aggressiva di aritmia ventricolare, che non aveva risposto efficacemente sia ai trattamenti tradizionali sia a quelli più avanzati (plurimi farmaci, ablazione invasiva tramite radiofrequenza e chirurgia toracica sul sistema nervoso cardiaco) e che determinava nel paziente continue e pericolose alterazioni del ritmo cardiaco”, è possibile leggere nel comunicato ufficiale stilato da Cnao e Fondazione Irccs Policlinico San Matteo.

I risultati dell’intervento

In seguito all’intervento, il paziente, di 73 anni, è stato tenuto sotto stretto monitoraggio al San Matteo: pochi giorni fa è stato dimesso dalla Cardiologia in buone condizioni generali e trasferito in un reparto per la riabilitazione. L’uomo, affetto da una grave forma di cardiomiopatia dilatativa, era stato trasferito a Pavia da un ospedale milanese, dove era stato ricoverato per aritmie ventricolari e ripetuti arresti cardiaci. Come sottolinea Roberto Rordorf, il responsabile dell’Unità di Aritmologia della Cardiologia del Policlinico San Matteo, diretta da Luigi Oltrona Visconti, la gravità del caso ha spinto i medici a ricorrere a un intervento diverso dal solito. “Anche se la radioterapia con fotoni è già stata utilizzata, seppur in maniera sperimentale e in rari casi, per trattare alcune forme di aritmia, è stato scelto, questa volta, di procedere con i protoni, i quali garantiscono un impatto molto più basso sui tessuti delicati circostanti”, spiega Rordof. I risultati incoraggianti dell’intervento hanno spinto gli esperti del San Matteo e del Cnao di Pavia a valutare la fattibilità di uno studio clinico sperimentale. “Per il Cnao si tratta di una via del tutto nuova, ma che conferma la straordinaria potenzialità di questa forma di radioterapia anche al di fuori della sua applicazione in campo oncologico, vocazione per cui è nato il nostro Centro, e lo spirito di piena collaborazione con il mondo della cura italiano e internazionale che lo anima”, aggiunge Gianluca Vago, il presidente del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica. 

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