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Memoria, la stimolazione non invasiva aiuta gli anziani a ricordare

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2' di lettura

Durante un piccolo studio pilota, i ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine sono riuscite a ‘ringiovanire’ la memoria di 16 persone di età compresa tra i 64 e gli 80 anni 

Col passare degli anni, la maggior parte delle persone tende ad avere qualche problema di memoria. Si tratta di una normale conseguenza dell’invecchiamento cerebrale, non associata a patologie come la demenza. Durante un piccolo studio pilota, i ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine sono riuscite a ‘ringiovanire’ la memoria di 16 persone di età compresa tra i 64 e gli 80 anni, tutte con qualche piccola difficoltà a ricordare le informazioni, tramite la stimolazione non invasiva del cervello. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Neurology.

La Stimolazione Magnetica Transcranica

Per ottenere questo risultato, gli esperti hanno utilizzato questa risonanza per localizzare nel cervello dei partecipanti l’ippocampo, il centro della memoria. Sempre ricorrendo alla medesima tecnica, hanno poi individuato la zona in cui la corteccia cerebrale è maggiormente in contatto con l’ippocampo: ciò ha permesso loro di capire di trovare in ogni persona il punto esatto in cui appoggiare la sonda della Stimolazione Magnetica Transcranica (Tms). Questa tecnica consiste nell’invio al cervello di impulsi elettromagnetici che modificano l’attività cerebrale di una specifica zona dell’encefalo. In America viene utilizzata nel trattamento del disturbo depressivo.

I risultati del trattamento

Durante la prima fase dello studio, gli anziani hanno affrontato una serie di test della memoria e hanno totalizzato una media di risposte corrette inferiore al 40%. In media, i giovani sottoposti alle medesime prove rispondono correttamente nel 55% dei casi. In seguito, i 16 partecipanti sono stati sopposti a delle sessioni quotidiane di Stimolazione Magnetica Transcranica della durata di 20 minuti. Dopo cinque giorni, i ricercatori li hanno sottoposti a dei nuovi test mnemonici e hanno riscontrato un notevole miglioramento. Gli anziani hanno ottenuto dei risultati paragonabili a quelli della fascia più giovane della popolazione, dimostrando l’efficacia del trattamento. Non si sono invece verificati dei cambiamenti quanto i partecipanti sono stati sottoposti a una finta stimolazione cerebrale. Ora il team di ricerca, guidato da Joel Voss, ha intenzione di testate la Tms per un numero maggiore di sedute e valutare la durata dei suoi effetti, oltre a verificare l’efficacia della tecnica su dei pazienti con Alzheimer in stadio iniziale. 

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