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Essere cullati regala un sonno più profondo e potenzia la memoria

Dormire (Getty Images)
1' di lettura

A sostenerlo sono due studi condotti in Svizzera che hanno indagato i benefici derivanti l’utilizzo, nella notte, di un letto basculante 

Anche gli adulti riposano meglio dopo essere stati cullati per dormire.
A sostenerlo sono due studi condotti in Svizzera e pubblicati sulla rivista scientifica Current Biology che hanno indagato i benefici derivanti l’utilizzo nella notte di un letto basculante.
Oltre a migliorare il sonno e ad accorciare il tempo comunemente impiegato per addormentarsi, riposare mentre si viene cullati potenzia sensibilmente anche la memoria.
Il movimento ondulatorio, utilizzato spesso dai genitori per calmare e far addormentare i propri figli, aiuterebbe anche gli adulti ad affrontare la giornata con più energie e a ricordare le informazioni con maggiore lucidità.
I risultati sono emersi da due differenti studi, uno condotto sugli animali e l’altro sugli esseri umani.

Studio svizzero condotto su esseri umani

Un team di ricercatori svizzeri ha indagato i benefici del movimento ondulatorio durante il riposo, facendo dormire un campione di volontari in un laboratorio del sonno.
Nelle specifico, ai partecipanti è stato chiesto di addormentarsi mentre cullati da un letto basculante per poi trascorrere la notte successiva sullo stesso giaciglio tenuto fermo.
È così emerso che nel primo caso il campione ha beneficiato di un sonno profondo più prolungato e ha impiegato minor tempo per addormentarsi.
Gli esperti, inoltre, entrambe le mattine seguenti ai test, hanno sottoposto i partecipanti a degli esami mnemonici.

Risultati dei test

Sono così riusciti a dimostrare che i volontari hanno totalizzato dei punteggi migliori nella giornata iniziata dopo il riposo sul letto basculante. Durante il sonno profondo, infatti, vengono consolidati i ricordi: ciò spiega il potenziamento della memoria nei soggetti che si sono addormentati cullati dal movimento ondulatorio.
La ricerca condotta sugli animali e in particolare su dei topolini ha svelato che è l’orecchio interno a gestire e a comunicare al cervello gli effetti del movimento ondulatorio.
I ricercatori si augurano che le proprie ricerche possano permettere, in futuro, di sviluppare dei farmaci in grado di attivare le aree neurali comunemente stimolate dalla culla.
Così facendo potrebbero dare il via a una serie di terapie utili contro l’insonnia e i problemi di memoria.

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