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Tumori, individuati 600 punti deboli preziosi per nuove terapie

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2' di lettura

I risultati sono frutto di un ampio lavoro di analisi condotto su 300 neoplasie da un team di ricercatori del Wellcome Sanger Institute 

La ricerca ha permesso di compiere un altro grande passo in avanti nella lotta contro i tumori.
Un team di ricercatori del Wellcome Sanger Institute ha individuato 600 nuovi ‘punti deboli’ del cancro. I risultati sono frutto di un ampio lavoro di analisi condotto su 300 tumori, sviluppati in laboratorio, appartenenti a 30 differenti tipologie di neoplasie. La nuova scoperta sarà preziosa, in futuro, per dare il via a una nuova generazione di terapie mediche potenzialmente in grado di combattere più efficacemente i tumori.

Analizzati oltre 20.000 geni tumorali

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, i ricercatori hanno analizzato più di 20.000 geni tumorali grazie alla tecnica Crispr di editing del Dna. Sono così riusciti a identificare 6.000 geni, ognuno dei quali è indispensabile per la sopravvivenza di almeno uno dei tumori analizzati. Tuttavia, gli esperti, alla ricerca di nuovi bersagli su cui focalizzare future terapie mirate alle sole cellule tumorali, hanno dovuto scartare la maggior parte delle particelle cromosomiche individuate. Alcuni dei geni, infatti, si sono dimostrati determinanti anche per la sopravvivenza delle cellule sane: caratteristica che li esclude dagli obiettivi dello studio.
"Stiamo capendo solo ora che cosa succede nelle cellule tumorali per riuscire a 'sparare' solo a loro e non a tutto il corpo”, spiega Fiona Began, autrice della ricerca.
“Questo è il primo passo per mettere un mirino laser nel nostro fucile”.
I risultati ottenuti rappresentano solo il punto di partenza: saranno necessarie ulteriori ricerche per approfondire le funzioni dei 600 ‘punti deboli’ ed eventualmente pensare allo sviluppo di nuove terapie.

Scoperti geni-etichetta associati alle impronte digitali dei tumori

Tra gli ultimi risultati degni di nota è opportuno citare quelli raggiunti da un team di ricercatori dell’Istituto di Medicina Molecolare 'Joao Lobo Antunes' di Lisbona, coordinati da Bernardo de Almeida. Il loro studio ha permesso di identificare una specifica firma genetica comune a tutti i tessuti cancerogeni e presente nelle neoplasie più aggressive. Gli esperti si sono successivamente concentrati sulla ricerca di armi per combattere i geni-etichetta, riuscendo a sviluppare alcuni composti potenzialmente in grado di portare a termine con successo il compito.
"Il prossimo passo è quello di tradurre tutte le informazioni che abbiamo ricavato, per renderle utilizzabili in ambito medico”, spiega Nuno Barbosa Morais, autore della ricerca.  

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