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Tumori, i visori virtuali per rendere la chemio più leggera

Tumore (Foto da Fotogramma)
1' di lettura

A partire dal primo gennaio 2019, all’istituto ‘Regina Elena’ Ifo di Roma, prenderà il via il progetto ’The patient dream’ per testare i benefici della tecnologia nella lotta contro il cancro 

L’istituto nazionale tumori ‘Regina Elena’ Ifo di Roma sarà il primo centro italiano a dare il via alla sperimentazione atta a monitorare i benefici derivanti dall’utilizzo dei visori virtuali nel corso dei trattamenti medici contro le neoplasie all’utero e alla mammella. Lo scopo è proprio quello di alleggerire le terapie facendo in modo che il paziente si estranei momentaneamente dalla realtà, entrando in un mondo virtuale.
A partire dal primo gennaio 2019, al centro romano prenderà il via il progetto ’The patient dream’, presentato al Museo Maxxi, che si concluderà a fine anno.

Il progetto ‘The patient dream’

I pazienti avranno la possibilità, dalla gallery del visore, di selezionare il contenuto desiderato tra una lunga serie di video precedentemente caricati sul dispositivo. In brevi e semplici passaggi potranno immergersi nel mondo virtuale scegliendo tra vari video a tema naturalistico, di viaggi, musica o di arte. Il visore non necessita l’utilizzo di cavi o del wi-fi.
’The patient dream’ si pone come obiettivo quello di ridurre lo stress e l’angoscia provata dai pazienti nel corso della terapia. Per farlo è necessario analizzare e stimare quanto la portata d’ansia e depressione influisca sulla loro qualità della vita.
“Siamo entrati nell'epoca in cui gran parte degli individui con patologia tumorale sono dei pazienti cronici”, spiega Francesco Ripa di Meana, direttore generale degli Ifo. A tal proposito, la qualità della vita del paziente nel corso della terapia è il suo vero elemento di forza.

Obiettivi e possibili sviluppi

L’esperto ci tiene a sottolineare quanto il test sia unico nel suo genere, in quanto raggruppa in un solo progetto tante novità, come “la qualità della vita, la ricerca e il percorso per il paziente”.
Eventuali riscontri positivi del progetto, quali una migliore qualità di vita nei pazienti e un’efficace aderenza alle terapie, permetteranno in futuro l’utilizzo del visore virtuale nelle divisioni di oncologia.
“E’ tempo che l'oncologia medica si occupi non solo di guarire i pazienti ma anche di migliorarne la qualità della vita", afferma Francesco Cognetti, direttore dell'oncologia medica del Regina Elena e presidente della Fondazione ‘Insieme contro il cancro’. 

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