Fobie e tecnologia, la realtà virtuale come strumento terapeutico

Realtà virtuale (Getty Images)
2' di lettura

La Sigmund Freud University di Milano ha messo a disposizione dei giovani un laboratorio tecnologico nel quale è possibile testare la tecnologia e realizzare nuove ricerche 

La realtà virtuale non è solo atta ad arricchire il panorama dei videogiochi: curare le proprie fobie attraverso la virtual reality è una delle più recenti innovazioni tecnologiche introdotte nell’ambito della psicologia.
Per gestire lo stress, domare le fobie, rallentare il declino cognitivo negli anziani e per curare l’anoressia e la bulimia è possibile usufruire della realtà virtuale come un vero e proprio strumento terapeutico.
Al fine di testarne l’efficacia in campo medico Jessica Maples-Keller, psicologa della Emory university, ha realizzato uno studio pubblicato sulla rivista Harvard Review of Psychiatry, nel quale ha revisionato tutte le ricerche esistenti sulla virtual reality. È emerso che quest’ultima è particolarmente efficace per combattere l’ansia e le fobie, quali la paura di volare o dell’acqua.

Primo test a Milano

Al fine di permettere agli studenti di testare in modo pratico i concetti appresi durante le lezioni universitarie in questo ambito, la Sigmund Freud University di Milano ha messo a disposizione degli studenti un laboratorio tecnologico nel quale è possibile realizzare nuove ricerche.
In occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2018-2019 in Ripa di Porta Ticinese 77, l’università ha lanciato la prima sperimentazione del visore della realtà virtuale nella cura delle paure e dell’ansia.

Esposizione allo stimolo fobico e trattamento

Gli studenti hanno avuto dunque l’occasione di immergersi nel mondo della terapia cognitivo comportamentale basata sull’esposizione allo stimolo fobico.
Durante la terapia, attraverso la virtual reality viene realizzato e proposto uno scenario adatto alla cura di ogni specifico disturbo e si espone gradualmente il paziente alle situazioni che procurano ansia, quali un luogo affollato, la cabina di un aereo o una piscina. Grazie all’alta definizione del visore della realtà virtuale la rappresentazione risulta autentica ed efficace.
Lo scenario è controllato direttamente dal terapeuta che può decidere quando è il momento migliore per renderlo più ostile o quando invece è opportuno interrompere il trattamento. La terapia prevede diverse sedute e si conclude nel momento in cui la reazione del soggetto diventa più controllata.  

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