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Cos’è la cherofobia, la paura di essere felici

L'installazione Cherophobia dell'artista viennese Naomi Lakmaier (Getty)
2' di lettura

È il timore di vivere situazioni che provocano allegria, gioia e benessere. Chi ne soffre si allontana da possibili fonti di felicità perché teme di soffrire. Non è però riconosciuta come disturbo dal Dsm, il manuale per la diagnosi di patologie di salute mentale

Martina Attili, una ragazza di 16 anni di Roma, ha incantato il pubblico e i giudici di X Factor esibendosi durante le audizioni del programma andate in onda giovedì 6 settembre 2018 con il suo brano inedito Cherofobia (SPECIALE X FACTOR). Una canzone che racconta della sua paura di essere felice. Ma cos’è esattamente la cherofobia?

Cos’è la cherofobia

La cherofobia può essere definita come l’avversione patologica all’allegria o all’euforia. Il termine deriva dal greco, "chero", che significa "rallegrarsi", e "fobìa", che significa "temere". Secondo alcuni recenti studi, come quello pubblicato dal Journal of Cross-Cultural Psychology, è possibile sperimentare la paura di essere felici, o meglio, di vivere situazioni che provocano allegria, gioia e benessere. Chi soffre di cherofobia si allontana dalle fonti di felicità. Si è talmente concentrati sui possibili eventi negativi che possono accadere, che si evitano perciò quelli positivi.

Non è riconosciuta come disturbo

L’ultima edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5), la risorsa principale per la diagnosi di patologie di salute mentale, non elenca la cherofobia come disturbo. Dal momento che non è stata in gran parte dettagliata o studiata, non esistono neppure farmaci approvati dalla FDA (Food and Drug Administration) o altri trattamenti definitivi che una persona possa perseguire per trattare la condizione.

La sfida artistica

Fra chi soffre di cherofobia vi è anche Noëmi Lakmaier, artista e psicoterapeuta viennese, che ha deciso di sfidare la propria patologia nel 2017 con una performance artistica che ha portato prima a Londra e poi a Sydney. La donna, che dalla nascita si muove su una sedia a rotelle a causa di una disabilità motoria, ha deciso di farsi legare a ventimila palloncini colorati e rimanere appesa per nove ore sul palco chiamando l’installazione proprio "Cherophobia".

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