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Tumori, cresce il numero di casi e decessi nel mondo

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

Dal rapporto Iarc, l’agenzia sul cancro dell’Oms, è emerso come in Europa le diagnosi rappresentino il 23,4% dei casi mondiali e il numero di decessi il 20,3% 

Cresce il numero di casi di tumore nel mondo. E’ quanto emerge dal rapporto dello Iarc, l'organismo internazionale che conduce e coordina la ricerca sulle cause del cancro e sui meccanismi della carcinogenesi. Nonostante questo dato preoccupante, la prevenzione sembra funzionare. Nei paesi con una percentuale di fumatori in calo si registra, infatti, anche una diminuzione di casi di cancro ai polmoni. Negli Stati Uniti, i vaccini per l’Hpv hanno invece ridotto sensibilmente il numero di diagnosi alla cervice.

Nel 2018 18,1 milioni di nuove diagnosi

1,4 milioni di decessi supplementari rispetto al 2012. Il rapporto, basato sul sistema di monitoraggio Globocan, ha raccolto dati provenienti da 185 paesi e riguardanti 36 differenti forme di neoplasia.
È emerso come, tra gli individui di sesso maschile, una persona su cinque sarebbe soggetta a sviluppare un tumore durante l’arco della propria vita. Un uomo su otto potrebbe addirittura morirne. Tra le donne, invece, il tumore ne colpirebbe una ogni sei, e causerebbe il decesso di un caso su undici.
Il rapporto prevede che nel 2018 saranno effettuate 18,1 milioni nuove diagnosi di neoplasia e che i decessi interesseranno 9,6 milioni di pazienti. Rispetto al 2012, i casi di tumore hanno subito un incremento notevole, registrando quattro milioni di diagnosi aggiuntive. I decessi, inoltre, sono aumentati di 1,4 milioni.
"L'aumento è dovuto a diversi fattori, incluso l'invecchiamento della popolazione e il cambiamento nella prevalenza di alcune cause di cancro, legate allo sviluppo economico e sociale. Questo è particolarmente vero nelle economie che crescono rapidamente, dove si assiste a uno spostamento da tumori legati alla povertà e alle infezioni, a tumori associati agli stili di vita tipici dei paesi industrializzati”, commentano gli esperti.

Europa il continente più colpito dopo Asia e Africa

Il 20,3% dei decessi si verifica in Europa. Il rapporto ha evidenziato come più del 50% di casi e decessi avvenga in Asia. In Europa, le diagnosi rappresento il 23,4% e il numero di morti il 20,3%. Un dato preoccupante se si pensa che il continente ospita solo il 9% della popolazione mondiale.
In Asia e in Africa il numero dei decessi è più elevato, sia per la minore qualità dell’assistenza medica, sia per le prognosi peggiori. Le neoplasie ai polmoni, al colon retto e al seno sono le forme tumorali che si sviluppano in percentuale maggiore. Il cancro ai polmoni, segnalato tra i casi maggiormente in crescita, soprattutto tra le donne, è responsabile del 18% delle vittime. Un dato positivo riguarda invece il numero degli individui che sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. Da 32 milioni nel 2012 a quasi 44 milioni nel 2018.
"Questi nuovi dati sottolineano che rimane ancora molto da fare, e che la prevenzione ha un ruolo chiave. Una prevenzione efficace e iniziative per la diagnosi precoce devono essere realizzate urgentemente per controllare questa malattia”, spiega Christopher Wild, direttore dello Iarc.

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