Europa, cresce l’aspettativa di vita ma anche il numero di fumatori

Foto di archivio (ANSA)
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Secondo un documento redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’incidenza della mortalità dovuta a cause non infettive ha registrato un calo sostanziale del 2% annuo 

In Europa si vive più a lungo ma si fuma troppo. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto sullo stato di salute dei cittadini del vecchio Continente, diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
Nonostante gli europei abbiano guadagnato circa un anno di vita negli ultimi 5, l’ufficio dell’Oms sottolinea come tra i paesi membri vi siano sostanziali disparità.
“Il rapporto indica che la maggior parte dei paesi sta compiendo passi significativi. I progressi, però, non sono uniformi né tra i paesi, né al loro interno, tra i generi e le diverse generazioni”, le parole di Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell'Oms.

Problemi di maggior rilievo: fumo e obesità

Secondo il documento, l’incidenza della mortalità dovuta a cause non infettive, quali il diabete, ha registrato un calo sostanziale del 2% annuo. Un dato che supera addirittura le aspettative degli esperti. Ciò che preoccupa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, però, è il dato riguardante il numero di soggetti fumatori, che resta il più elevato di tutto il mondo. Il tabagismo interesserebbe un individuo su tre tra i cittadini di età superiore ai 15 anni. L’altra grande problematica è quella legata al fenomeno dell’obesità: metà degli europei è, infatti, in sovrappeso.

L’Italia è il secondo paese più longevo

Nel documento, che fa riferimento a dati raccolti nel 2015, l’Italia risulta il secondo paese più longevo del vecchio Continente alle spalle della Spagna, che si merita la prima posizione. In particolare, la Penisola ha registrato una riduzione considerevole della mortalità cardiovascolare.
L’Italia è tuttavia al quarto posto tra i paesi con il maggior tasso di obesità. Un altro dato preoccupante è quello riguardante la percentuale dei fumatori che, anche tra gli italiani, continua a essere assai elevata.
"Persistono anche differenze dovute allo status socioeconomico”, sottolineano gli esperti. Gli italiani che vantano una buona preparazione hanno infatti un’aspettativa di vita di quattro anni superiore rispetto agli individui che non hanno portato a termine le scuole secondarie.

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