Usare una app per ricordarsi le medicine aiuta a non sgarrare

Foto di archivio (ANSA)
1' di lettura

In un test condotto da ricercatori australiani chi aveva sullo smartphone dei promemoria per assumere i farmaci ha rispettato la terapia in modo più rigido rispetto a chi non li aveva 

Le app per smartphone che ricordano ai pazienti di assumere i loro farmaci potrebbero aiutare le persone ad attenersi alla terapia prescritta dai medici. Lo suggerisce uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Sidney nel New South Wales in Australia. “I risultati sono davvero incoraggianti, soprattutto perché le app che abbiamo utilizzato sono già disponibili gratuitamente negli store digitali e vengono già utilizzate da milioni di persone, ma non era mai stato compiuto uno studio sulla loro efficacia nel migliorare la salute o il rispetto della terapia", afferma la coordinatrice della ricerca Karla Santo a Reuters.

Per effettuare il test sono state scelte due app gratuite

Gli studiosi hanno diviso in maniera casuale 150 pazienti affetti da malattia coronarica in tre gruppi. Il primo ha utilizzato un'app basica su cui era indicata la terapia, il secondo ne ha usata una più avanzata che prevedeva funzioni personalizzabili, mentre al terzo gruppo non ne è stata fornita nessuna. Prima dello studio nessuno dei partecipanti aveva usato strumenti digitali per ricordarsi di prendere le pastiglie. Le app sono state scelte per l'esperimento in base a uno studio precedente degli stessi ricercatori, svolto per valutare quali fossero le migliori disponibili in Australia per dispositivi iOS e Android. L'app basica che ha ottenuto il punteggio migliore è stata My Heart, My Life della Heart Foundation of Australia, mentre quella avanzata con una valutazione migliore è stata Medisafe, disponibile anche negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Tutte e due sono gratuite. Tre mesi dopo, i ricercatori hanno fatto compilare ai pazienti un questionario per valutare la percentuale di rispetto della terapia.

Chi usa l’app segue meglio la terapia

Le risposte dei pazienti hanno mostrato che gli utenti delle app si sono attenuti in modo più rigido alle loro terapie rispetto a coloro che non hanno usato il promemoria digitale. La percentuale di persone che non ha rispettato il programma è stata più alta nel gruppo senza app, 29% contro 19%. Invece gli utenti non hanno riscontrato particolari vantaggi dalle funzionalità avanzate, come la possibilità di posticipare i promemoria, tenere traccia delle dosi, avere statistiche sul rispetto della terapia e poter avvisare un amico o un familiare delle dimenticanze. “Queste applicazioni – spiega Karla Santo - potrebbero essere utili per qualsiasi paziente che deve assumere farmaci a lungo termine, come per esempio chi soffre di patologie come il diabete o l’Aids. In futuro potremmo raccomandare ai medici di chiedere ai loro pazienti in che modo si sono organizzati per prendere le medicine e consigliare loro l'uso di un'app per ricordarsene", conclude la scienziata. 

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