Tutti i tipi di granite che si possono gustare nel mondo

Salute e Benessere

Stefania Leo

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Quella siciliana ha conquistato una fama internazionale, ma questa specialità conosce varianti ad ogni latitudine. Ecco le versioni più golose

Con l'arrivo dell'estate, contro i traumatici e debilitanti effetti del caldo, ci si può aiutare con il cibo. Ci sono infatti specifici alimenti che hanno la capacità di rinfrescare il corpo. Oltre a frutta e verdura, anche un gustoso gelato può venirci in aiuto. Ma sin dai tempi antichi, ancora prima che si sviluppasse l'arte della gelateria, con ghiaccio e sciroppi si creavano corroboranti mix perfetti per affrontare l'afa, gli "antenati" della moderna granita, una specialità che oggi vanta numerose varianti in tutto al mondo, da quelle più tradizionali alle più sorprendenti.

Granita siciliana

La granita siciliana è un dessert freddo, da consumare come un gelato, usando il cucchiaino. In Sicilia, dove nasce grazie all'influenza culturale della dominazione araba, è un alimento tipico della colazione, associata a una brioche. La ricetta di base prevede l'impiego di acqua, zucchero e frutta. Il composto è ghiacciato con lentezza e mai completamente. Viene continuamente rimescolato in modo da creare un composto denso e cremoso. I gusti più famosi sono al limone, alle mandorle, al pistacchio, al caffè e alla fragola. Molto nota è anche quella ai gelsi neri. Nella tradizione siciliana la granita viene mangiata a colazione o come spuntino, mai a fine pasto. Prima della granita, in Sicilia esisteva lo sherbet, un succo di frutta aromatizzato con acqua di rose e poi ghiacciato.

Grattachecca

La grattachecca è una bibita rinfrescante a base di ghiaccio, tipica della tradizione romana. Nella Capitale i chioschetti di questa specialità sono molto diffusi sul Lungotevere. Questa preparazione prende il suo nome dal gesto che si fa per crearla, cioè grattare un blocco di ghiaccio (che in romano veniva chiamato "checca"), usato per tenere in fresco i cibi quando i frigoriferi non esistevano. Il ghiaccio viene asportato con un raschietto di ferro al momento della richiesta del cliente. Poi si sposta la "neve" nel bicchiere e si aggiunge dello sciroppo o della spremuta di frutta. Sulla cima, non possono mancare i pezzi di frutta fresca.

Kakigori

Il kakigori è un tipo di granita diffuso in Giappone. È molto colorata e assomiglia alla grattachecca romana. Tuttavia ci sono alcune differenze. In primo luogo, l'estetica: i kakigori vengono modellati in forme particolari, come orsetti e vulcani. Poi c'è la preparazione: il ghiaccio non va tritato o schiacciato, ma lavorato fino a renderlo sofficissimo. Questo è possibile grazie a una macchina apposita. Infine, come per la grattachecca, questa spuma ghiacciata viene guarnita con sciroppi di frutta oppure con quelli al tè verde o matcha.

Halo Halo

Nelle Filippine si mangiano molte granite, che qui prendono il nome di halo halo, che significa "mescolanza". Si preparano con ghiaccio tritato e latte condensato. Poi si aggiungono tanti tipi di gelatine (ad esempio all'ananas, alla tapioca o al cocco), note col nome di "nata", e i famosi fagioli rossi "mungo". Si usa anche l'ube, un tubero dolce di colore viola, che dà un tocco cromatico unico. Si può utilizzare come topping il "pingping", cioè del comune riso soffiato. L'halo halo viene servito in una ciotola, in cui i vari ingredienti scelti dal cliente possono essere comodamente mescolati. A volte può essere anche proposto anche in un bicchiere alto, come un comune frullato.

Shaved Ice

Nata alle Hawaii, questo tipo di granita è fatta con del ghiaccio "rasato". Lo shaved ice è figlio del kaligori giapponese: infatti, fu importato sull'isola dai lavoratori nipponici impiegati nelle piantagioni del posto. La ricetta base dello shaved ice hawaiano è composta di due ingredienti: ghiaccio soffice e sciroppi ricavati da frutta fresca locale.

Patbingsu o Bingsoo

Il kaligori ha influenzato anche questa versione sudcoreana della granita. La consistenza del ghiaccio utilizzata è simile a quella della specialità giapponese, ma a fare la differenza sono i topping. Sulla cima della montagnetta di ghiaccio ci sono fagioli rossi, frutta, latte condensato, polvere di semi di soia tostati e a volte persino del gelato. Anche qui il recipiente utilizzato è la ciotola: mescolare gli ingredienti sarebbe altrimenti un'impresa.

Bao bing

Secondo alcuni documenti storici il bao bing è la granita più antica del mondo. Nasce in Cina nel settimo secolo a.C. e si è rapidamente diffusa in Taiwan e Malesia. Ha conquistato il mercato americano, che col tempo lo ha un po' trasformato. La coppa viene riempita con frutta fresca (mango, litchi e rambutan) tagliata a pezzi, sormontata da ghiaccio finemente tritato. Il tutto è guarnito con latte condensato, sciroppo di zucchero aromatizzato, fagioli rossi, mochi (tipici dolcetti gommosi giapponesi), noccioline e gelatine.

Nam Kang Sai

Il Sud-Est asiatico è ricco di varianti della granita, tutte colorate e saporite. Spostandosi in Thailandia, ci si imbatte nel nam kang sai. Vero street food, questo dessert è infatti venduto per strada. Gli ingredienti sono semplici: ghiaccio tritato, mais dolce, castagne d'acqua, taro (un tubero simile alla patata) e cubetti di pane. Si aggiungono anche sciroppi o latte di cocco.

Es campur

In Indonesia, più che di granita, si potrebbe parlare di un dessert "da strada" fatto con pezzetti di ghiaccio a cui si aggiungono semi, gelatine, avocado, latte condensato e pezzi di cocco.

Gola o chuski

Questo dolce da strada è servito su uno stecco, quasi fosse un ghiacciolo, ma la preparazione di base prevede che ci sia comunque del ghiaccio tritato e aromatizzato. Tale "neve" viene compressa in una coppa, condita con sciroppo al mango, rosa e kala khatta (una miscela creata con cumino e mirtillo). Nella coppa viene poi inserito uno stecchino, creando un formato che si può gustare in movimento.

Ais kacang

In Malesia la granita si sviluppa in altezza. L'ais kacang è infatti formato da un cono di ghiaccio alto, decorato con noccioline, fagioli rossi e gelato. L'elemento caratterizzante di questa versione della granita sono i colori. Infatti anche qui non mancano gli sciroppi aromatizzati: i più diffusi sono quello alla rosa o allo zucchero di palma.

Piragua

A Portorico la granita si chiama piragua e si serve in coppe di plastica. Il ghiaccio è grattato a mano, fino a raggiungere la consistenza della "neve" del kaligori. Poi viene aromatizzato con sciroppo di tamarindo, cocco, semi di sesamo, passion fruit, ananas e melone. All'interno della coppa viene inserita una cannuccia per poter consumare tutto, anche il ghiaccio sciolto.

Raspado

Il raspado è un cono di ghiaccio trasformato in neve, grazie a uno strumento metallico. Il composto viene arricchito con sciroppi aromatizzati. Questa coppa viene servita con frutta, latte, rompope (zabaione) e tamarindo. La ricetta è diffusa ad esempio in Colombia, dove si chiama anche cholado, e a Cuba, con il nome granizado.

Snow cone

Il "cono di neve" è stato inventato nel 1919. Qui il ghiaccio assume una consistenza più croccante rispetto al kaligori giapponese o allo shaved ice hawaiano. Inoltre, gli americani amano sbizzarrirsi sulla lista di ingredienti possibili. Gli sciroppi possono essere alla ciliegia, uva, limone o fragola. C'è anche una versione dello snow cone nota come tiger's blood (il sangue della tigre): è fatto con cocco, fragola e anguria.

Shika Shika

Rimanendo sul versante americano, in Perù e Bolivia il ghiaccio tritato viene trasformato in shika shika. La ricetta non varia molto rispetto al resto del mondo: oltre alla neve commestibile, si usano sciroppi, latte o miele. A questo dessert da strada è stato dedicato persino un documentario: "Shikashika" (2018).

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