Afasia, cos’è il disturbo di cui soffre Bruce Willis

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Si tratta di una condizione nella quale, secondo gli esperti, si perde la capacità di comunicare, “un disturbo acquisito”, cioè scatenato dalla perdita di “una funzione appresa che si caratterizza per l’incapacità di articolare e comprendere le parole”. E’ lo stesso disturbo che sta costringendo il celebre attore americano ad allontanarsi dalla recitazione

L'afasia è una condizione nella quale si perde la capacità di comunicare. Può riguardare sia la capacità di esprimersi sia quella di comprendere il linguaggio, parlato oppure ancora scritto. Di solito, come sottolinea il sito del polo ospedaliero “Humanitas”, può insorgere all'improvviso dopo un ictus o dopo un trauma cranico, ma può anche svilupparsi in maniera più lenta, ovvero parallelamente ad un tumore cerebrale o ad una malattia neurodegenerativa. E’ lo stesso disturbo di cui soffre il celebre attore Bruce Willis che è stato costretto ad allontanarsi dalla recitazione, come rivelato dalla sua famiglia con un post sui social.

Un “disturbo acquisito”

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Si tratta, ha rilevato inoltre la professoressa Cecilia Perin, come riportato sul portale del gruppo ospedaliero “San Donato”, di un disturbo che riguarda “una delle funzioni più caratterizzanti dell’essere umano, cioè il linguaggio che, per definizione, è una delle più elevate capacità umane, perché permette di veicolare e scambiare informazioni, permettendo la creazione del pensiero, distinguendoci dagli altri esseri viventi”. L’afasia è definito, in sostanza, “un disturbo acquisito”, ovvero scatenato dalla perdita di “una funzione appresa che si caratterizza per l’incapacità di articolare e comprendere le parole”. Secondo Perin, esperta in riabilitazione specialistica delle gravi cerebrolesioni, “una persona affetta da afasia non capisce quello che viene detto e non riesce a produrre frasi di senso compiuto tali da permettere la comunicazione”. Ma non solo, perchè “non è capace di leggere, di scrivere e di fare i calcoli, in quanto la scrittura e le capacità aritmetiche sono connesse con la funzione del linguaggio”, ha rilevato ancora.

Le cause dell’afasia

Tra le cause del disturbo, che secondo le stime in Italia coinvolge circa 200.000 persone con un’incidenza annua di 2 nuovi casi per 1.000 abitanti ogni anno, ci può essere “in primis l’Ictus e il trauma cranico”, ha continuato l’esperta. Come nasce l’afasia, dunque? In questi specifici casi si manifesta all’improvviso, attraverso una fase in cui “non si è più in grado di capire e di parlare”. Altre cause, come detto, possono essere rappresentate da “tumori cerebrali e qui gli esordi sono subacuti”. Infine, sono rilevabili anche “episodi progressivi come nelle malattie degenerative”.

Le differenti tipologie

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A seconda dell’area cerebrale in cui si manifesta il danno, gli esperti indicano l’esistenza di differenti tipologie di afasia. Esiste, infatti, l’afasia di “Broca o Espressiva” in cui risulta compromessa la capacità di produrre parole isolate e frasi, mentre la comprensione è ancora conservata e si associa ad un danno nell’area frontale dell’emisfero sinistro del cervello. C’è poi quella di “Wernicke o Recettiva”, dove compromessa è in maggio parte la comprensione del linguaggio, con il paziente che non riesce a comprendere parole e frasi ed il linguaggio è composto da “neologismi”: si sviluppa quando il danno è nell’area temporale dell’emisfero sinistro. Ancora ecco l’afasia “Globale”, la forma più grave tra tutte, in cui viene compromessa la produzione della parola, l'elaborazione e la comprensione stessa. È generata da lesioni dell'emisfero sinistro e delle strutture profonde sottostanti, segnalano gli esperti. Infine, esistono afasie definite “progressive”, in cui il disturbo si sviluppa lentamente e che rappresentano la prima manifestazione della demenza.

L’importanza della riabilitazione logopedica

Secondo gli specialisti, l’afasia è una malattia “curabile soltanto tramite la riabilitazione logopedica”.   A questo scopo sono state sviluppate tecniche di riabilitazione logopedica e diversi approcci che mirano a migliorare la capacità della persona afasica di usare il linguaggio e anche a ridurre il danno provocato.  Il trattamento riabilitativo può cominciare sin dalle prime settimane dopo l’evento traumatico e, dopo alcune settimane, il medico può già stilare una valutazione approfondita e descrivere nel dettaglio la tipologia di disturbo. Poi, in un’ulteriore fase, potrà iniziare l’intervento riabilitativo con l’obiettivo di reimpostare la pronuncia e la produzione delle parole, oltre alla comprensione e alla ripetizione delle stesse.

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