Health, diabete di tipo 2: l’emergenza globale che continua a crescere
Salute e BenessereOltre 589 milioni di adulti nel mondo convivono oggi con il diabete e più del 90% dei casi è rappresentato dal diabete di tipo 2. Una malattia in costante crescita che, secondo le stime dell’International Diabetes Federation, potrebbe interessare 853 milioni di persone entro il 2050
Il diabete di tipo 2 non è più soltanto una sfida per la salute individuale. Oggi rappresenta una delle principali priorità sanitarie, sociali ed economiche a livello mondiale. Per comprenderne le dimensioni e le possibili strategie di risposta, Health ha dedicato una puntata speciale a questa patologia, prendendo spunto dal Congresso annuale della European Association for the Study of Diabetes (EASD), che si è appena concluso a Milano e che è tornato in Italia dopo 18 anni.
Ospite della puntata il Professor Francesco Giorgino, Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Direttore della UOC di Endocrinologia del Policlinico di Bari e Presidente della European Association for the Study of Diabetes - EASD. “L’EASD partecipatissimo che quest’anno ha richiamato a Milano oltre 15.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo, 5.000 le presenze da Paesi extraeuropei. Un dato che testimonia il ruolo centrale della ricerca sul diabete e la crescente attenzione internazionale verso una patologia che continua ad aumentare in tutti i continenti.
Perché il diabete tipo 2 è un’emergenza
Secondo l’International Diabetes Federation, nel 2024 le persone adulte con diabete erano circa 589 milioni a livello globale. Le proiezioni indicano che potrebbero diventare 853 milioni entro il 2050. Oltre il 90% dei casi è rappresentato dal diabete di tipo 2. Anche l’Europa è coinvolta pienamente in questa crescita. Nella Regione europea dell’IDF si stima che circa 65,6 milioni di adulti convivano con il diabete e che oltre 22 milioni di persone non sappiano ancora di averlo.
In Italia le persone con una diagnosi di diabete tipo 2 sono oltre 3,5 milioni, mentre si stima che almeno 1,5 milioni di cittadini convivano con la malattia senza aver ancora ricevuto una diagnosi. Dietro questa crescita ci sono diversi fattori: l’invecchiamento della popolazione, la diffusione dell’obesità, la sedentarietà e abitudini alimentari non sempre corrette. Elementi che contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare una patologia che spesso può rimanere silenziosa per anni.
La diagnosi precoce può cambiare la storia della malattia
Uno dei messaggi emersi con maggiore forza durante la puntata riguarda l’importanza della diagnosi precoce. Il diabete di tipo 2 può infatti restare a lungo privo di sintomi evidenti, mentre il danno metabolico continua a progredire. Quando la malattia viene scoperta tardi, possono essere già presenti complicanze cardiovascolari, renali, oculari o neurologiche. Infarto, ictus, insufficienza renale, retinopatia e amputazioni rappresentano alcune delle conseguenze più gravi della malattia non controllata. Per questo medici e società scientifiche insistono sempre più sulla necessità di individuare precocemente le persone a rischio e intervenire tempestivamente. La ricerca ha inoltre confermato il concetto della cosiddetta “memoria metabolica”: intervenire nelle prime fasi della malattia permette di ottenere benefici che possono mantenersi nel tempo, mentre gli anni trascorsi con un controllo metabolico inadeguato lasciano conseguenze non completamente recuperabili.
Dalle incretine alle nuove frontiere della cura
Negli ultimi anni il trattamento del diabete di tipo 2 ha conosciuto una profonda evoluzione. Se in passato l’obiettivo principale era controllare la glicemia, oggi l’approccio è molto più ampio e punta a proteggere gli organi maggiormente esposti alle complicanze della malattia, in particolare cuore, reni e sistema cardiovascolare. Grande attenzione è stata dedicata alle terapie basate sulle incretine, che consentono di agire contemporaneamente sul controllo glicemico, sulla riduzione del peso corporeo e sulla protezione cardiovascolare. Le più recenti evidenze scientifiche presentate anche durante il Congresso EASD confermano risultati molto significativi sia sul profilo metabolico sia sugli esiti cardiovascolari dei pazienti. La ricerca continua, inoltre, a sviluppare nuove formulazioni e molecole innovative che potrebbero ampliare ulteriormente le possibilità terapeutiche nei prossimi anni.
Una sfida che riguarda tutto il sistema
Il diabete di tipo 2 non può essere affrontato soltanto negli ambulatori specialistici. La diffusione della malattia richiede il coinvolgimento di tutto il sistema sanitario, dalle istituzioni ai decisori politici, dagli specialisti ai medici di medicina generale, fino ai servizi territoriali. Un tema particolarmente rilevante anche per l’Europa. Oggi la salute cardiometabolica è sempre più considerata un investimento strategico per la crescita economica e la competitività del continente. Malattie cardiovascolari, diabete e obesità generano infatti costi sanitari e sociali enormi e incidono sulla qualità della vita, sulla produttività e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. La vera sfida, come sottolineano gli esperti, è trasformare il progresso scientifico in diagnosi più precoci, cure tempestive e accesso equo all’innovazione per tutti i pazienti.
Prevenzione e controlli: cosa possiamo fare
Il messaggio finale della puntata è rivolto ai cittadini. Mantenere un peso adeguato, praticare attività fisica regolare, seguire un’alimentazione equilibrata e sottoporsi periodicamente ai controlli raccomandati dal medico rappresentano oggi gli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di sviluppare il diabete tipo 2 o per individuarlo nelle fasi iniziali. Per le persone che presentano fattori di rischio come sovrappeso, obesità, familiarità per diabete o età avanzata, eseguire regolarmente gli esami del sangue e rivolgersi tempestivamente al proprio medico di famiglia può fare la differenza. Perché nel diabete, come in molte altre malattie croniche, arrivare prima significa avere maggiori possibilità di proteggere la salute nel lungo periodo.