Influenza, Ciccozzi: "Mascherina sui mezzi pubblici se i casi aumentano"

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"È normale che ci sia, sono oltre 2 anni che non la vediamo", ha affermato Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare della Facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma

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Con la curva dell'influenza che in Italia continua a crescere, in anticipo rispetto agli anni scorsi e con un livello di incidenza molto più alto rispetto alle precedenti stagioni, molti genitori si mostrano preoccupati verso questo nuovo allarme lanciato dai medici. Tuttavia, secondo Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare della Facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, quest’ondata influenzale è del tutto normale.

Le parole di Ciccozzi

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"È normale che ci sia, sono oltre 2 anni che non la vediamo. Gli ultimi dati Influnet ci dicono che sta colpendo molto i bambini sotto i 5 anni, con un'incidenza di 40 casi su 1.000 assistiti, anticipando un po' i numeri che vediamo a fine dicembre-inizio gennaio. Ma dobbiamo anche capire che nel 'calderone influenza' finiscono anche altri virus parainfluenzali, quelli sinciziali e anche coronavirus umani come l'Oc43 che da cent'anni è tra noi e ci porta il raffreddore. A questo punto il consiglio è che, se aumentano i casi, forse terrei la mascherina sui mezzi pubblici e nei luoghi affollati, soprattutto per gli anziani e i fragili. Senza reintrodurre l'obbligo come stanno pensando in Francia, ma raccomandandola", ha dichiarato Ciccozzi.

La situazione influenza in Italia

 

"È chiaro che la preoccupazione deve essere per l'effetto influenza sugli ospedali. Non devono essere intasati dall'influenza. Per questo il ragionamento sul ritorno della mascherina, come raccomandazione, potrebbe evitare che tanti casi finiscano nei pronto soccorso", ha concluso l’esperto. Secondo quanto emerso dall'ultimo bollettino aggiornato “InfluNet”, il Sistema di Sorveglianza Integrata dell’Influenza curato settimanalmente dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), nella settimana dal 21 al 27 novembre i casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all’intera popolazione italiana, sono stati circa 762mila, per un totale di oltre 2,5 milioni a partire dall'inizio della sorveglianza. Quota che lo scorso anno era stata raggiunta all'inizio di gennaio. A essere particolarmente colpiti continuano ad essere i bambini al di sotto dei 5 anni, in cui si osserva un'incidenza pari a 40,8 casi ogni mille assistiti (29,6 nella settimana precedente). Dato che scende a 25,02 nella fascia 5-14 anni, a 10,10 tra i 15 e i 64 anni, e a 5,04 casi per mille assistiti al di sopra dei 65 anni di età.

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