Cibo e longevità, al via una ricerca italiana sul loro legame

Salute e Benessere

Nato grazie a una collaborazione tra il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e l’Università di Udine, il progetto mira a vari obiettivi, tra cui la realizzazione di alimenti per la medicina personalizzata

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Mangiare bene aiuta a invecchiare meglio. Questa correlazione è ormai nota a tutti, grazie soprattutto alle tantissime ricerche che sono state svolte sul tema negli ultimi anni. Tuttavia c’è ancora tanto spazio per approfondire la questione e ottenere una comprensione migliore delle dinamiche che legano l’ingestione di cibi sani alla longevità. È proprio in questo contesto che si inserisce la serie di progetti e attività che il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e l’Università di Udine vogliono realizzare dando vita a un’Unita di ricerca congiunta specializzata nello studio multidisciplinare integrato delle relazioni tra alimentazione e salute umana.

Gli obiettivi dell’iniziativa

L’iniziativa è frutto di un accordo triennale ed è stata presentata oggi, venerdì 9 settembre, a Udine. Fra i risultati attesi, c’è la realizzazione di alimenti per la medicina personalizzata, per la cura del benessere e la prevenzione di alcune patologie, accanto alla correlazione tra molecole bioattive ed effetti anti-aging e la biobanca di mini organi coltivati in laboratorio (oranoidi) umani di colon. Attese, inoltre, linee guida rivolte a istituzioni e parti sociali per politiche e azioni dirette a migliorare qualità della vita, benessere e salute.

 

Le dichiarazioni di Cnr, Iss e Università di Udine

“Grazie ai progressi registrati in campo scientifico, la terza età ora è vissuta come una fase di continuativa produttività e indipendenza”, ha spiegato Maria Chiara Carrozza, la presidente del Cnr. “I risultati della ricerca permettono di aiutare a prevenire i fattori di rischio legati all'invecchiamento, favorendo una migliore qualità di vita", ha aggiunto. 

 

Silvio Brusaferro, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha dichiarato che l’accordo stipulato “è un esempio virtuoso di rete e sinergia tra enti vocati alla ricerca nel nostro Paese. Si colloca in sintonia con lo spirito che caratterizza gli investimenti del Pnrr ed europei. Focalizzare risorse umane ed economiche nella ricerca su salute e benessere nell'invecchiamento è oggi particolarmente cruciale per affrontare le sfide sociosanitarie delle nostre comunità”.

 

Infine, è intervenuto anche Roberto Pinton, il rettore dell’Università di Udine, il quale ha dichiarato che: “la ricerca e la formazione universitaria devono fare la loro pare per contribuire attivamente al miglioramento delle qualità della vita nel contesto sociale in cui operano, ponendo a beneficio di tutti i risultati dell’attività scientifica e formativa”.

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