Alimentazione, l'Efsa raccomanda di limitare il consumo di zuccheri aggiunti e liberi

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In una dieta corretta la loro assunzione "dovrebbe essere la più bassa possibile". Lo ha stabilito una valutazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, dopo aver passato al vaglio oltre 30mila pubblicazioni

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"In una dieta corretta, l'assunzione di zuccheri aggiunti e liberi dovrebbe essere la più bassa possibile". Lo ha stabilito una valutazione condotta da un gruppo di esperti scientifici sulla nutrizione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), dopo aver passato al vaglio oltre 30mila pubblicazioni.
La raccomandazione "è già in linea con le raccomandazioni correnti", ha spiegato Dominique Turck, presidente del gruppo di esperti che ha condotto la valutazione.
Tuttavia, pur essendo l'obiettivo originario del parere di Efsa, le evidenze scientifiche non hanno consentito agli esperti di fissare un livello massimo di assunzione tollerabile di zuccheri alimentari, al di sotto del quale il consumo non provochi problemi di salute.

Diverse categorie di zuccheri

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La dieta comprende diverse categorie di zuccheri, che possono essere presenti in natura o aggiunti. Gli "zuccheri aggiunti" sono zuccheri raffinati utilizzati nella preparazione dei cibi e come zucchero da tavola. Gli "zuccheri liberi" includono sia quelli naturalmente presenti nel miele, negli sciroppi, nei succhi di frutta e verdura e nei succhi concentrati sia gli "zuccheri aggiunti".

Zuccheri e problemi di salute: ricerche future

Nella valutazione, l'Efsa precisa che il consumo di zucchero è una causa nota di carie dentali. Inoltre, le evidenze scientifiche collegano il consumo di bevande zuccherate con varie malattie metaboliche croniche tra cui obesità, steatosi epatica non alcolica e diabete di tipo 2. "Abbiamo esaminato oltre 30mila pubblicazioni, riuscendo a identificare diverse aree di interesse a cui rivolgere ricercatori e tecnici.  La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sia sugli effetti sulla salute degli zuccheri nella dieta sia sull'impatto degli interventi clinici e comunitari volti a ridurre l'assunzione di zucchero. Infine, abbiamo bisogno di metodi convalidati per valutare le assunzioni e la standardizzazione delle linee guida per gli zuccheri alimentari", ha concluso il professor Turck.

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