Dipendenze tecnologiche, 41,5% bimbi inizia a usare lo smartphone tra i 2 e i 3 anni
Salute e BenessereIntroduzione
I bambini con uno smartphone in mano sono sempre di più e sono sempre più piccoli. Il 41,5% dei bimbi iniziano a usare device tecnologici come cellulari e tablet tra i 2 e i 3 anni: tra questi, è il 19,3% il numero di quelli che hanno due anni appena compiuti. Questi dati, emersi dall'indagine “Bambini Digitali” condotta dall'Associazione Dipendenze tecnologiche, Cyberbullismo e Hikikomori, diretta da Giuseppe Lavenia, con la Società italiana di Pediatria Condivisa, riportano l’attenzione sul tema dell’educazione digitale. Il report è stato illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi in occasione del lancio della campagna di comunicazione istituzionale “Non è mai troppo presto” da parte del governo.
Quello che devi sapere
Cosa dice il report
Come anticipato, il primo approccio con lo schermo di un telefono inizia intorno ai 2-3 anni. Ma l’utilizzo dei device tecnologici in questa fascia d’età non si limita solo alla visione di cartoni o video di vario tipo. Il 50% di loro, infatti, utilizza già WhatsApp sullo smartphone dei genitori per mandare messaggi e il 71% del campione risulta avere a disposizione un tablet per giocare o almeno per guardare video. Il dato più impressionante, però, riguarda i social network: il 24% dei bambini tra i 2 e i 3 anni che usano lo smartphone, ha già un profilo social che, anche se attivato e amministrato da un adulto, porta il nome del bimbo e condivide info e immagini del minore.
L’80% dei minori di 6 anni usa il telefono da solo
Andando ad allargare la fascia d’età e tenendo in considerazione i bimbi da 0 a 6 anni, il report rivela che l'81% utilizza da solo lo smartphone. Inoltre, il 60% dei genitori utilizza il telefonino in presenza dei propri figli, mentre il 38% dei genitori ha delegato ad Alexa, quando non all'intelligenza artificiale, il racconto delle favole.
Lavenia: “Ragazzi trovano rifugio nel telefono”
"Stiamo trasformando i nostri bambini, cioè i futuri adolescenti e poi adulti", ha detto Giuseppe Lavenia nel suo intervento in conferenza stampa. Il direttore dell’Associazione ha parlato di "forte pressione social", riferendo che "ci sono addirittura genitori che 'passano' ai figli 12enni i propri follower, perché altrimenti i ragazzini sarebbero degli esclusi". Lavenia ha poi toccato anche il tema dei disturbi dell'attenzione: “È stato documentato da ricercatori che occorrono 64 secondi per recuperare la concentrazione dopo aver ricevuto e quindi letto un qualsiasi messaggio arrivato su WhatsApp". Per lo psicoterapeuta, si sta determinando "la droga perfetta, l'anestetico perfetto: dipendenza e sofferenza" che determinano "una dissociazione tra la capacità di rappresentare le nostre emozioni e quella di trasformarle in sentimenti, al punto che se vediamo qualcuno che ci cade davanti, anziché soccorrerlo lo filmiamo. Oggi il rifugio di questi ragazzi è nel device, domani troverà la risposta in una sostanza e dopo chissà in cos'altro".
“Non è mai troppo presto”
Il progetto del governo “Non è mai troppo presto” nasce da un’idea della Fondazione Pensiero Solido. L’iniziativa punta a diffondere una serie di consigli per i neogenitori che si trovano ad affrontare l’educazione dei figli perché, come si legge sul sito del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, “diventare genitori oggi vuol dire fare i conti con un mondo pieno di schermi, notifiche e connessioni che non si spengono mai”.
Ecco i 9 consigli:
- Allattare è uno sguardo. Quando allatti guarda il tuo bimbo. È un momento fondamentale per creare connessione e sicurezza. Il telefono e lo scroll possono aspettare.
- Tu prima dello schermo. Quando sei con il tuo bambino, metti via il telefono: lo sguardo e la voce della mamma o del papà sono più importanti di qualsiasi notifica.
- Occhi negli occhi. Ogni momento di attenzione condivisa - per esempio mentre cambi il pannolino - vale più di mille video.
- A tavola insieme. Non usare il video o la tv come distrazione per far mangiare il bimbo o la bimba.
- Il legame si costruisce con la presenza fisica. Abbracci, carezze, parole, sguardi sono la vera "tecnologia affettiva" che nutre lo sviluppo.
- Niente schermo per calmare. Non usare video o smartphone per distrarre o tranquillizzare: insegna a gestire le emozioni con la tua presenza.
- Stai attento al tuo uso del digitale. I bambini imparano guardandoti. Se stai sempre con lo smartphone in mano, penseranno che la vita sia solo quella.
- Si gioca con giocattoli toccabili e manipolabili. Offri al bimbo giochi e oggetti semplici da esplorare con le mani: stimolano molto più di una app.
- Pochissimi schermi nei primi tre anni. Nei primi anni il cervello ha bisogno di toccare, maneggiare, guardare, imparare.
Conferenza stampa a Chigi
Alla conferenza sono intervenuti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze, Alfredo Mantovano, il sottosegretario per l'informazione e l'editoria, Alberto Barachini, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, il fondatore della Fondazione Pensiero Solido, Antonio Palmieri, e lo stesso direttore dell’Associazione Dipendenze tecnologiche, Cyberbullismo e Hikikomori, Giuseppe Lavenia.