Covid, Agenas: l’occupazione dei reparti risalita all'8% in 24 ore

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Il dato è emerso dal monitoraggio diffuso dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali e relativo al 22 giugno 2022, ma pubblicato in data odierna. Un anno fa il valore era pari al 4%. Sono risultati stabili, invece, i dati che riguardano le terapie intensive, ferme al 2% a livello nazionale

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E’ risultata in risalita all'8%, nell'arco di 24 ore, la percentuale dei posti, nei reparti ospedalieri italiani di “area non critica”, occupati da pazienti positivi al Covid-19. Un anno fa il medesimo valore era al 4%. Resta, invece, stabile al 2% il dato che concerne l'occupazione delle terapie intensive, sempre nell'arco di 24 ore: anche in questo caso, 12 mesi fa, risultava al 4%). Sono i principali dati diffusi dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) e relativi al 22 giugno 2022, ma pubblicati in data odierna.

Il dettaglio regionale dei reparti di “area non critica”

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Esaminando nel dettaglio il monitoraggio di Agenas e sempre considerando l’arco delle 24 ore, la percentuale dei posti nei reparti ospedalieri di area medica, o “non critica”, occupata da pazienti positivi al Covid-19 è risultata in aumento in 5 Regioni. Si tratta di Friuli-Venezia Giulia (9%), Molise (6%), Sardegna (7%), Toscana (6%) e Umbria (18%). Lo stesso dato, poi, è rimasto stabile in 16 Regioni o province autonome. In questo caso si tratta di Abruzzo (all'8%), Basilicata (11%), Calabria (15%), Campania (8%), Emilia-Romagna (8%), Lazio (8%), Liguria (2%), Lombardia (6%), Marche (8%), Pa di Bolzano (10%), Pa di Trento (6%), Piemonte (4%), Puglia (8%), Sicilia (17%), Valle d'Aosta (13%) e Veneto (5%).

La situazione nelle terapie intensive

Nel medesimo masso di tempo, l'occupazione dei posti nelle terapie intensive è stata segnalata in aumento in Abruzzo (al 2%), Lazio (6%), Liguria (10%) e Sardegna (4%), mentre è sceso in Calabria (3%) e Pa di Trento (0%). Il dato, infine, è rimasto stabile in 13 Regioni o province autonome. Si tratta di Campania (3%), Emilia-Romagna (3%), Friuli-Venezia Giulia (4%), Lombardia (1%), Marche (2%), Molise (5%), Piemonte (1%), Puglia (2%), Sicilia (3%), Toscana (2%), Umbria (1%), Valle d'Aosta (8%) e Veneto (2%). In Basilicata e Pa di Bolzano, invece, la variazione non è risultata disponibile.

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