Locatelli a Sky Tg24: "Vaccinati protetti anche da Omicron, importante la terza dose"

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Il coordinatore del Cts: la nuova mutazione del virus è "ormai preponderante in Sudafrica". Occorre ora tenerla "sotto controllo", ma è ancora "da dimostrare che sia più pericolosa". E sottolinea: "Ad oggi nessuna variante si è dimostrata resistente all’effetto dei vaccini". Quarta dose? "Non si può escludere"

"Preoccuparsi? È eccessivo", così a Sky TG24 il coordinatore del Cts Franco Locatelli parlando della variante Omicron del Covid-19. L'esperto poi precisa: "Questa variante è diventata velocemente quella largamente preponderante in Sudafrica" e si ipotizza che abbia "una maggior contagiosità". Va quindi "tenuta sotto controllo" e non bisogna "né sottovalutare né drammatizzare" (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI LIVE SUL COVID).

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Sempre sulla variante Omicron, Locatelli spiega che "tutto ci fa ipotizzare che sia più contagiosa. Dobbiamo capire se ci sia una maggiore patogenicità, ma sembrerebbe di no, anche se la popolazione del Sudafrica è più giovane rispetto a quella italiana. Quindi va valutato accuratamente con studi rigorosi".

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Sulle vaccinazioni per i bambini, invece, per Locatelli è inappropriato dire che si è deciso “troppo in fretta”. Intanto, si sta ragionando - anticipa poi l’esperto - per creare delle aree pediatriche preposte alle inoculazioni negli hub. Ma quando si farà la prima somministrazione di vaccino ai bambini se l'Aifa si pronuncerà questa settimana? Le iniezioni under 11 dovrebbero iniziare "il 23 dicembre, poi magari sarà qualche giorno prima o qualche giorno dopo" perché, spiega Locatelli, "per quella data saranno disponibili le formulazioni pediatriche, in quanto la dose per la fascia di età 5-11 anni è di un terzo, 10 microgrammi, rispetto alla dose per l’adulto. Si è proprio voluto evitare il prelievo dalle fiale degli adulti, perché avrebbe creato situazioni in qualche modo aleatorie, per questo si è preferito aspettare la disponibilità di formulazioni pediatriche”.

"Ad oggi nessuna variante resistente ai vaccini"

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I vaccinati, spiega Locatelli, "sono protetti. Ad oggi nessuna variante si è dimostrata resistente all’effetto dei vaccini". La terza dose per contrastare anche la variante è necessaria. E sull'aggiornamento dei vaccini l'esperto spiega: "Sarei cauto, ma quelli che abbiamo sono largamente efficaci".  La terza dose anche per fronteggiare la variante Omicron “è assolutamente necessaria. Da somministrarsi completati i cinque mesi dalla somministrazione serve sia per ripristinare il massimo dell'efficacia della protezione immunologica conferita dal vaccino, ma anche per ridurre la circolazione virale. In questo senso paradigmatico è il caso di Israele, dove con la somministrazione della dose booster hanno riportato largamente sotto controllo il numero di nuovi casi”.

"Quarta dose? Non si può escludere"

Ci sarà una quarta dose, e dovremo abituarci all'idea che questo vaccino va ‘aggiornato’ con dosi booster nel tempo? “La risposta onesta è che non si può escludere”, ha detto Locatelli. “Non sappiamo - prosegue - quale sarà la protezione conferita dalla terza dose. Per analogie con pregressi vaccini la terza dose genera una risposta di memoria più efficace ma da qui a dire che ci conferirà una protezione che dura per anni ce ne corre”. “Una quarta dose – aggiunge Locatelli - non è escludibile. Non si può dire con certezza in questo momento che verrà somministrata, ma non si può neanche escludere. Più che mai la scienza deve  basarsi sulle evidenze che progressivamente si accumulano”.

Cautela sulla chiusura delle frontiere

Mentre sulla chiusura delle frontiere per la variante Omicron, come fatto da alcuni Paesi fra cui il Giappone, Locatelli sottolinea: "Sarei francamente molto cauto, mi sembra una scelta non suffragata dalle evidenze".

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