Vaccino Covid, Moderna sottopone all’Ema i dati sui bambini tra 6 e 11 anni

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Lo riporta una nota diffusa dalla stessa azienda biotecnologica. “Questo passaggio segna la nostra prima richiesta per l'uso del vaccino in questa fascia di età”, ha affermato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. “Siamo incoraggiati dal fatto che il nostro vaccino, con dose da 50 microgrammi, abbia aiutato a prevenire l'infezione da Sars-Cov-2 nei bambini", ha spiegato ancora

La casa farmaceutica Moderna ha deciso di sottoporre all'Agenzia Europea del Farmaco (Ema) la valutazione relativa al proprio vaccino destinato ai bambini di età compresa tra i 6  e gli 11 anni. “Siamo lieti di annunciare la presentazione di questa valutazione all'Ema per l'uso del nostro vaccino anti-Covid nei bambini di età compresa tra 6 e 11 anni nell'Unione europea”, si legge in una nota dell’azienda. “Questo passaggio segna la nostra prima richiesta per l'uso del vaccino in questa fascia di età”, ha affermato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. “Siamo incoraggiati dal fatto che il nostro vaccino, con dose da 50 microgrammi, abbia aiutato a prevenire l'infezione da Sars-Cov-2 nei bambini. Abbiamo in programma di inviare questi dati ad altre agenzie di regolamentazione in tutto il mondo per proteggere questa parte di popolazione”, ha aggiunto.

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L’azienda biotecnologica, si legge ancora, ha segnalato che attualmente è in corso lo studio di fase 2 denominato “KidCOVE” sul vaccino anti-Covid “mRNA-1273” nella popolazione pediatrica. Lo studio riguarda tre gruppi di età: da 6 a meno di 12 anni, da 2 a meno di 6 anni e da 6 mesi a meno di 2 anni. Moderna stessa ha recentemente condiviso nuovi dati dello studio, condotto in collaborazione con il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), secondo cui nei bambini dai 6 agli 11 anni, l'efficacia del vaccino è stata pari al 100%, osservata due settimane dopo l’inoculazione della prima dose del vaccino “mRNA-1273” con dose da 50 microgrammi. Inoltre, si legge ancora nel comunicato, per l'infezione asintomatica due settimane dopo la prima dose, l'efficacia del vaccino è risultata pari al 65%. Per l'infezione da Sars-Cov-2, indipendentemente dai sintomi, l'efficacia del vaccino è stata pari all'80% due settimane dopo la prima dose. “Il 24 ottobre, Moderna ha annunciato dati positivi derivanti dallo studio di fase 2/3 sul vaccino mRNA-1273 in bambini di età compresa tra 6 e 12 anni. Il rapporto medio geometrico (GMR) che confronta la risposta nei bambini con quella nei giovani adulti dello studio Cove di fase 3 è stato di 1.5, con un tasso di sierorisposta del 99,3%. Due dosi da 50 microgrammi di mRNA-1273 sono state generalmente ben tollerate”, ha segnalato ancora l’azienda.

Il vaccino di Pfizer negli Usa e le decisioni per Europa ed Italia

La notizia arriva a pochi giorni dall’ok definitivo, negli Stati Uniti, delle autorità al vaccino di Pfizer contro il coronavirus per i bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni. A dare il via libera sono stati i Cdc (Centers for disease control and prevention), che hanno raccomandato le iniezioni anche per questa fascia d’età, allargando di fatto la platea coinvolta nella campagna vaccinale. Sempre nei giorni scorsi era arrivata anche l’approvazione della Food and Drug Administration, che aveva dato parere positivo al vaccino anti-Covid per i bambini, con una dose ridotta (un terzo di quella per gli adulti) e due iniezioni a distanza di tre settimane. La decisione interessa circa 28 milioni di bambini americani. Riguardo l’inizio della stessa campagna anche nel nostro Paese, “quando saranno approvati in Italia, e conseguentemente prima in Europa, dovrà essere anche una scelta nel nostro Paese: in parte i bambini vanno pure protetti dalle, seppur rare, manifestazioni gravi o prolungate di Covid, anche per permettere loro di avere tutti gli spazi di socialità che meritano e per contribuire a ridurre la circolazione virale. Credo che siano buonissime ragioni per vaccinare i bambini”. Lo aveva riferito a Sky TG24 Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico. Verosimilmente, ha aggiunto l’esperto, “credo che l’Ema possa arrivare ad una valutazione e ad una approvazione entro fine mese-prima metà di dicembre. A quel punto lì potremo partire”, ha confermato.

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