Covid, Barbero: "Green pass all'università è assurdo. A obbligo vaccinale direi di sì"

Salute e Benessere

Lo storico Alessandro Barbero ha spiegato la sua posizione sul green pass e i motivi per cui ha firmato l'appello contro l’imposizione del certificato negli atenei

In un'intervista al Corriere della Sera, Alessandro Barbero, docente di storia all'Università del Piemonte Orientale, ha spiegato la sua posizione sul green pass e i motivi per cui ha firmato l'appello contro l'obbligo della certificazione verde all'università. (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

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"Qualcuno mi presenta come una specie di superstizioso fanatico contrario ai vaccini. Ma nell'appello che ho firmato non si parla affatto dell'utilità dei vaccini, anzi si dice chiaramente che molti dei firmatari sono vaccinati, me compreso. Il problema che mi preoccupa è l'obbligo del green pass per gli studenti che dopo aver pagato fior di tasse universitarie sono esclusi dalle lezioni se non hanno il certificato", ha spiegato lo storico. La posizione di Barbero, tuttavia, non si limita all’ambito universitario. "Vivere in un Paese in cui non si può salire su un treno o entrare in un ufficio pubblico o andare all'università se non si possiede un pezzo di carta che però - per carità! - non è assolutamente obbligatorio, è surreale e inquietante", ha dichiarato il docente di storia, da cui ieri il suo ateneo, l'Università del Piemonte Orientale, ha preso le distanze.

"Direi di sì all'obbligo vaccinale”

Barbero ha poi rincarato la dose: "Il Governo ritiene di poter togliere alla gente diritti fondamentali, neppure civili o politici, ma umani, come quello di accedere a un ospedale o a una lezione universitaria, e considera la cosa irrilevante, tanto da non far sentire una parola per dire almeno che è preoccupato e dispiaciuto di doverlo fare, e senza prendersi la responsabilità di rendere obbligatorio per legge il vaccino, misura con cui io, sia pure non senza dubbi, alla fine sarei d’accordo".

"Green pass all'università? Preoccupazione tra gli studenti"

Nel corso dell'intervista lo storico ha poi spiegato di aver preso una posizione sul green pass all'università anche per la “preoccupazione e l'indignazione” che ha visto tra i suoi studenti.
"Sono un professore universitario e i miei datori di lavoro sono i miei studenti. Se io vedo che fra i miei studenti c'è preoccupazione e indignazione per l'obbligo del green pass per entrare all'università, io ho il dovere morale di esprimere la mia posizione", ha dichiarato, per poi sottolineare: "Tanti colleghi hanno una posizione diversa, compreso il rettore della mia Università, e fanno bene a esprimerla pubblicamente: l'Università è appunto il posto in cui si cerca la verità senza pretendere di averla già in tasca, e si affrontano i dubbi, anziché tacitarli".

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