La Croce Rossa Italiana celebra il suo 157esimo “compleanno”

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Era il 15 giugno 1864 quando, come “Comitato Milanese dell'Associazione Italiana per il soccorso dei feriti e malati di guerra”, prese vita la CRI. “Siamo da 157 anni vicino alle nostre comunità affrontando, da allora, ogni fragilità umana grazie a una costante formazione e preparazione. Ma la sfida di questi tempi ha richiesto uno sforzo ulteriore: abbiamo dovuto gettare il cuore oltre l'ostacolo, per rispondere a una pandemia che ha toccato il mondo intero”, ha detto Francesco Rocca, presidente della CRI

Un giorno importante per la Croce Rossa Italiana che festeggia proprio oggi, 15 giugno 2021, il suo “compleanno”, poichè ricorre l'anniversario della data della propria fondazione a Milano, avvenuta il 15 giugno 1864 come “Comitato Milanese dell'Associazione Italiana per il soccorso dei feriti e malati di guerra”.

Alcune iniziative

approfondimento

La nascita della Croce rossa italiana

Con il concept “157 anni portati bene”, la CRI celebra dunque oltre un secolo e mezzo di attività umanitaria nel segno di 157 anni di “Un'Italia che aiuta”. Per farlo, verrà lanciata anche una campagna social tra passato e presente, che racconta la continuità rispetto alle origini e l'attualità dei valori, proponendo un confronto diretto tra le attività ai suoi albori e quelle odierne. Il compleanno della CRI servirà poi anche da spunto per lanciare un nuovo progetto grafico. Protagonista, una tavola che il celebre maestro Milo Manara ha realizzato per la Croce Rossa e che raffigura una giovane volontaria, simbolo della stessa associazione, in un ulteriore rimando tra ciò che è stato e l’impegno odierno delle persone che collaborano con impegno per salvare vite umane, nonostante 157 anni di vita.

L’impegno della CRI durante la pandemia

“Gli insegnamenti del passato li abbiamo messi in pratica in questi difficilissimi mesi: la pandemia è stato un test cruciale per la nostra associazione che ha rivelato la forza, la preparazione e la capacità di risposta dei nostri 150.000 volontari”, ha commentato Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana. “Siamo da 157 anni vicino alle nostre comunità affrontando, da allora, ogni fragilità umana grazie a una costante formazione e preparazione. Ma la sfida di questi tempi ha richiesto uno sforzo ulteriore: abbiamo letteralmente dovuto gettare il cuore oltre l'ostacolo, superando incertezze e paure, per rispondere sin dai primi momenti a una pandemia che ha toccato il mondo intero”, ha poi aggiunto. E i numeri, in questo senso, testimoniano l’impegno. “Da marzo 2020 abbiamo trasportato circa 300.000 malati, molti dei quali nelle ambulanze in biocontenimento, sostenuto i pazienti nelle strutture sanitarie, bussato alle porte di chi era solo, fornito a quasi un milione e mezzo di persone aiuti concreti a causa delle conseguenze economiche della pandemia, fatto in modo che nessuno fosse abbandonato alle proprie paure grazie ai nostri operatori del numero verde e ai nostri psicologiche hanno risposto a 25.000 chiamate”, ha concluso Rocca.

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