Oms, solo il 2% del budget della sanità mondiale destinato alla salute mentale

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Il dato è stato diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della pubblicazione della “Guida ai servizi di salute mentale comunitaria: promuovere approcci centrati sulla persona e basati sui diritti”. Secondo gli esperti, inoltre, “le violazioni dei diritti umani e le pratiche coercitive rimangono fin troppo comuni”, a livello globale

“Secondo le ultime stime dell'Oms, i governi nel mondo spendono meno del 2% dei loro budget sanitari per la salute mentale. Inoltre, la maggior parte della spesa dichiarata per la stessa è destinata agli ospedali psichiatrici, ad eccezione dei Paesi ad alto reddito, dove la percentuale si aggira intorno al 43%”. Sono alcuni dei dati che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso in un comunicato, in occasione della pubblicazione della “Guida ai servizi di salute mentale comunitaria: promuovere approcci centrati sulla persona e basati sui diritti”.

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In base a quanto dichiarato dagli esperti dell’Oms, infatti, “a livello globale, la maggior parte delle cure per la salute mentale continua a essere fornita negli ospedali psichiatrici e le violazioni dei diritti umani e le pratiche coercitive rimangono fin troppo comuni”, si legge nella nota. In quest’ottica, comunque, “fornire un'assistenza sanitaria mentale basata sulla comunità, che sia rispettosa dei diritti umani e incentrata sul recupero, si sta dimostrando efficace ed economicamente vantaggiosa”, proprio in base alle nuove linee guida pubblicate dall’Oms. In questo senso, l'assistenza raccomandata nel documento “dovrebbe comprendere non solo l'assistenza sanitaria mentale, ma anche il supporto nell'ambito della vita quotidiana, ad esempio facilitando l'accesso ad un alloggio e fornendo indicazioni su servizi educativi e per l'impiego”. La nuova guida dell’Oms in materia, inoltre, afferma che l'assistenza alla salute mentale deve “essere fondata su un approccio basato sui diritti umani, come raccomandato dal Piano d'azione globale per la salute mentale dell'Oms 2020-2030 approvato dall'assemblea mondiale della sanità nel maggio 2021”.

Le violazioni e i buoni esempi a livello globale

L’Oms, nel documento, denuncia una serie di violazioni a livello globale. Nel mondo, infatti, "gravi violazioni dei diritti umani e pratiche coercitive sono ancora troppo comuni nei Paesi di tutti i livelli di reddito, tra cui il trattamento sanitario obbligatorio (Tso), la contenzione manuale, fisica e chimica, oltre a condizioni di vita insalubri, abusi fisici e verbali”. Situazioni positive e di buoni esempi in fatto di salute mentale vengono segnalati, invece, in Paesi come Brasile, India, Kenya, Myanmar, Nuova Zelanda, Norvegia e Regno Unito, dove i “servizi sono basati sulla comunità invece che sull’isolamento” e dove vengono adottate pratiche non coercitive e rispettose della legalità delle persone. “Questa guida invita ad una transizione rapida dai servizi di salute mentale che usano la coercizione e si concentrano quasi solo sull'uso di farmaci per gestire i sintomi, a un approccio più olistico che tenga conto delle circostanze specifiche e desideri dell'individuo e che offra una varietà di approcci per il trattamento e il supporto”, ha sottolineato Michelle Funk del Dipartimento di salute mentale dell’Oms.

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