Covid, dalla Spagna presto il vaccino di Hipra: a giugno i test finali

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L’obiettivo è di iniziare a produrre da ottobre 400 milioni di dosi che verranno distribuite nel 2022. È il programma della multinazionale farmaceutica specializzata in medicina veterinaria, ma che si è convertita nella lotta al virus, con la convinzione di arrivare a produrre il primo vaccino iberico. Il nome è Hipra Sars-CoV-2. L'azienda ha ricevuto la visita del primo ministro Sanchez, che ha definito il prodotto tra quelli che "danno più speranza”

Dopo il vaccino tedesco, quello statunitense e quello britannico-svedese, i prossimi mesi la battaglia contro il Covid-19 vedrà in campo anche il vaccino spagnolo. A giugno cominceranno i test finali, con l’obiettivo di iniziare a produrre da ottobre 400 milioni di dosi che verranno distribuite nel 2022. È il programma della multinazionale farmaceutica Hipra, specializzata in medicina veterinaria, ma che si è convertita nella lotta al virus, con la convinzione di arrivare a produrre il primo vaccino iberico. Il nome è Hipra Sars-CoV-2 e, secondo quanto racconta il quotidiano spagnolo La Vanguardia, ha buone possibilità di successo (COVID: AGGIORNAMENTI - SPECIALE - QUANDO MI VACCINO?). 

Il tipo di vaccino di Hipra

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L’azienda, in una nota stampa, ha affermato che HIPRA SARS-CoV-2 è “un vaccino proteico ricombinante che è stato progettato per indurre una potente risposta immunitaria neutralizzante al virus Covid-19”. Si tratta di un vaccino che sarà conservato tra 2 e 8 °C e ciò ne faciliterà la logistica e la distribuzione. La procedura ricombinante è più lunga e complessa rispetto a quella utilizzata nei vaccini a base Rna o vettori virali, ma al contempo è una tecnica conosciuta e ben collaudata nel tempo.

La campagna di vaccinazione in Spagna

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L'azienda ha ricevuto la visita del primo ministro, Pedro Sanchez, che ha definito il prodotto a cui sta lavorando Hipra tra quelli che "danno più speranza”. Secondo i dati della Johns Hopkins University, in Spagna si sono registrati finora 3 milioni e 407mila casi, con quasi 77mila morti. Con più di un milione e mezzo di vaccini somministrati ogni settimana, tra J&J e AstraZeneca, l'obiettivo è arrivare a coprire oltre il 90 per cento della popolazione entro fine anno. Finora sono più di nove milioni le persone che hanno ricevuto il vaccino, equivalente al 19 per cento della popolazione. Quelli che hanno completato la terapia di immunizzazione sono 3.328.701, cioè il 7 per cento. Il ritmo delle vaccinazioni potrebbe aumentare nei prossimi mesi, grazie anche al fatto che Pfizer ha promesso di inviare 1,2 milioni di dosi alla settimana. "In Spagna - ha commentato il premier Sanchez - tra aprile e settembre arriveranno 87 milioni di dosi, quindi copriremo quest'anno tutti i cittadini, dovunque si trovino". Se il vaccino spagnolo completerà il percorso con successo e otterrà il via libera, la copertura nel 2022 sarà garantita fin da gennaio, senza attendere l'aiuto dall'esterno.

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