Moderna, gli anticorpi persistono 6 mesi dopo la seconda dose

Salute e Benessere
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Lo ha comunicato la stessa azienda statunitense che opera nel campo delle biotecnologie, diffondendo i dati relativi ad una ricerca su 33 adulti sani, coinvolti in uno studio di fase 1, coordinato dagli specialisti del National Institutes of Health (Nih), sul vaccino “mRNA-1273”. Una serie di studi che monitorano le risposte immunitarie anche oltre i 6 mesi, è attualmente in corso

Gli anticorpi attivati dal vaccino anti-Covid prodotto e sviluppato da Moderna, azienda statunitense che opera nel campo delle biotecnologie, riescono a persistere 6 mesi dopo la seconda somministrazione del vaccino stesso, chiamato “mRNA-1273”. Lo ha fatto sapere proprio l'azienda farmaceutica, attraverso un comunicato. I dati sono frutto di uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati all’interno della Letter to Editor del “New England Journal of Medicine”.

Lo studio su 33 adulti sani

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Per arrivare ad ottenere questi dati, i ricercatori hanno analizzato i casi di 33 adulti sani che hanno partecipato allo studio di fase 1, coordinato dagli specialisti del National Institutes of Health (Nih), sul vaccino Covid-19 di Moderna. Attualmente, ha fatto sapere l’azienda americana, è in corso una serie di studi che monitorano le risposte immunitarie anche oltre i 6 mesi.

Fiducia nella protezione offerta dal vaccino

Soddisfazione da parte dei vertici di Moderna, dopo i risultati in questione. "Siamo lieti che questi nuovi dati mostrino la persistenza degli anticorpi per 6 mesi dopo la seconda dose del nostro vaccino contro il Covid-19", ha dichiarato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. Questo dato, ha spiegato ancora, "ci dà ulteriore fiducia nella protezione offerta dal nostro vaccino. Restiamo impegnati a continuare ad affrontare la pandemia da Covid-19". Moderna, tra l’altro, ha sottolineato anche di essere al lavoro per perseguire “una strategia di sviluppo clinico contro le varianti emergenti". In quest’ottica il Niaid, parte del National Institutes of Health, porterà avanti “una sperimentazione clinica di fase 1 per valutare i vaccini mRNA-1273 modificati monovalenti e multivalenti, come serie primaria in individui naïve e come vaccino di richiamo in quelli precedentemente vaccinati con mRNA-1273", si legge ancora nel comunicato.

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