Dall’efficacia agli effetti collaterali: domande e risposte sul vaccino Moderna

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Tutti i chiarimenti ai principali dubbi sul vaccino dell’azienda statunitense, il secondo a essere autorizzato in Italia dopo quello di Pfizer, con il quale condivide la tecnologia dell’Rna messaggero

Il vaccino contro il Covid di Moderna è il secondo arrivato in Italia dopo quello di Pfizer e prima di quello AstraZeneca. È stato autorizzato dall’Ema, l’Agenzia europea dei medicinali, il 6 gennaio e il giorno successivo è arrivata anche l’approvazione da parte dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Come il vaccino di Pfizer/Biontech, anche quello di Moderna utilizza la tecnologia dell’mRna: in sostanza ha al suo interno delle molecole di RNA messaggero, sintetizzate in laboratorio, che contengono le istruzioni per produrre alcune proteine specifiche del coronavirus, in modo da istruire l’organismo a riconoscerle e combatterle attraverso il sistema immunitario (LO SPECIALE VACCINI - L'ALGORITMO CHE CALCOLA QUANDO SI VERRÀ VACCINATI)

Quali sono le differenze tra Moderna e Pfizer?

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I vaccini di Moderna e Pfizer sono molto simili tra di loro, ma differiscono per alcuni aspetti. Primo, l’età delle persone a cui possono essere somministrati: Moderna è stato autorizzato per le persone a partire dai 18 anni di età, mentre Pfizer già da 16. Anche le modalità di conservazione sono diverse: più semplice quello di Moderna perché richiede una temperatura di -20 gradi (ma è stabile tra +2 e +8 per 30 giorni se in confezione integra), contro i circa -70 per quello di Pfizer-BioNTech, che richiede quindi uno sforzo maggiore sul piano logistico. Leggermente superiore per il vaccino Moderna il periodo di tempo dopo il quale si considera pienamente acquisita l'immunità: a partire da 2 settimane dopo la seconda somministrazione, anziché una.

Quali sono efficacia e copertura?

Sull’efficacia del vaccino Moderna, l’Aifa ha spiegato che è sostanzialmente sovrapponibile a quella di Pfizer: quella dichiarata e validata di quest’ultima, risultante dai test clinici, nel ridurre i casi sintomatici di Covid-19 è del 95%, mentre per Moderna è del 94,1%. Per quanto riguarda la durata della protezione al momento non esistono indicazioni certe sulla durata della protezione. Per Pfizer si ritiene che debba essere di almeno 9 mesi, ma con ogni probabilità è di almeno 12. Anche su Moderna non vi sono certezze, anche se l'amministratore delegato dell’azienda Stéphane Bancel ha affermato che è probabile che il vaccino di Moderna "offra protezione fino a un paio di anni".

Quante dosi servono?

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Anche il vaccino Moderna, come quelli di Pfizer e AstraZeneca, viene somministrato in due dosi, con un richiamo successivo alla prima iniezione. Tra Moderna e Pfizer c’è una leggera differenza per quanto riguarda la distanza temporale che deve intercorrere tra le due dosi da iniettare: per quanto riguarda Pfizer devono essere separate da almeno 3 settimane (21 giorni) di tempo, mentre con Moderna il richiamo è dopo 4 settimane. Per quanto riguarda AstraZeneca le due dosi devono essere distanziate di almeno 10 settimane (meglio se esattamente 12). Come per Pfizer, la somministrazione del vaccino Moderna prevede l’inoculazione di due dosi da 0,5 ml da iniettare per via intramuscolare, nel braccio sotto la spalla.

Quali possono essere gli effetti collaterali?

Le reazioni avverse si registrano soprattutto dopo la seconda dose, e più spesso nella fascia d’età 18-65 anni rispetto ai più anziani. Gli effetti collaterali più frequenti sono febbre, dolore nel punto dell’iniezione, affaticamento, mal di testa, dolori muscolari, nausea o vomito, brividi, ingrossamento delle ghiandole linfatiche nel braccio dell’iniezione, gonfiore o arrossamento. Per tutti si tratta di effetti lieve entità e dalla durata di qualche giorno al massimo. Gli effetti avversi gravi non hanno finora mostrato differenze statisticamente significative tra le persone a cui è stato somministrato il vaccino e quelle a cui è stato dato un placebo.

Dove viene prodotto Moderna?

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Il vaccino è prodotto da Moderna, una società di biotecnologie statunitense che ha sede a Cambridge, nel Massachusetts. Moderna è specializzata nella scoperta e nello sviluppo di farmaci basati proprio sull’RNA messaggero. La società è stata fondata nel 2010, conta più di 800 dipendenti ed è guidata dall’ad Stéphane Bancel dall’ottobre 2011. Dal 2018 è quotata in Borsa a Wall Street sull’indice Nasdaq. Nella primavera del 2020, Moderna ha siglato un accordo con Lonza Group, una multinazionale svizzera specializzata in prodotti chimici e biotecnologie, per la produzione del vaccino anti-Covid in due stabilimenti di Lonza, uno negli Stati Uniti (a Portsmouth) e uno in Svizzera (a Visp, nel Canton Vallese). Moderna produce il vaccino anche nelle proprie strutture negli Stati Uniti, ma la maggior parte delle dosi è prodotta attraverso Lonza Group. L’Italia sta ricevendo quantitativi ridotti di questo vaccino perché la maggior parte delle dosi sono destinate agli Stati Uniti.

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