Covid, Brusaferro: "Rt scende a 1.08. Rallentamento curva, primi segnali stabilizzazione"

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A sottolinearlo è stato il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro,  nel corso della consueta conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. "Mantenendo le misure e rafforzando la campagna vaccinale penso si possa arrivare a proficui miglioramenti per trascorrere un'estate serena", ha dichiarato Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del Ministero della Salute

"C'è un rallentamento della crescita della curva epidemica in Italia e oggi vediamo i primi segnali di stabilizzazione". Lo ha dichiarato il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della consueta conferenza stampa organizzata dal Ministero della Salute, sull'analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia.

Brusaferro: "Si comincia a vedere decremento casi"  

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"L'età media di chi contrae l'infezione è tra 40 e 50 anni, un dato costante, ma si comincia a vedere un decremento nei casi, anche tra gli operatori sanitari per i quali rappresenta un evento positivo dovuto alla vaccinazione", ha aggiunto Silvio Brusaferro.

 

Brusaferro: "Rt nazionale scende a 1.08"

 

Il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità ha poi sottolineato che dal nuovo monitoraggio settimanale emerge una "riduzione della trasmissibilità con Rt". L'Rt nazionale è sceso a 1,08 ma "comunque rimane sopra 1 e ciò significa che comunque il virus tende ad espandersi. Bisogna dunque mantenere le misure", ha precisato, ricordando la necessità di mantenere misure di rigore anche in presenza di una decrescita dell'indice Rt.

 

Rezza: "C'è prima inversione tendenza. Contenere variante Uk"

 

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del Ministero della Salute.
"C'è una prima inversione di tendenza, che è conseguenza degli effetti delle misure prese nelle scorse settimane. Il dato è positivo se si pensa che stiamo contenendo una epidemia che è dovuta principalmente ad una variante, quella UK", ha dichiarato. "Tuttavia resta una occupazione elevata delle terapie intensive e coda di decessi elevata, ma questo era atteso perchè si sono accumulati molti casi nelle settimane scorse", ha poi precisato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute.

 

Rezza: "Con misure e vaccini si spera in estate serena"

 

Commentando gli ultimi numeri dell'emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus in Italia, Rezza ha poi dichiarato: "Mantenendo le misure e rafforzando la campagna vaccinale penso si possa arrivare a proficui miglioramenti per trascorrere un'estate serena; non elimineremo il virus ma si spera in un'estate serena".

 

Brusaferro e Rezza: "Presto nuove indicazioni cure a domicilio"

 

Il presidente Iss, Silvio Brusaferro, e il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, hanno poi annunciato che "è attivo un gruppo di lavoro che sta completando l'aggiornamento delle indicazioni per le cure anti-Covid domiciliari e c'è già una bozza di documento: presto ci saranno nuove indicazioni sulla base anche delle ultime evidenze nel campo dei farmaci".

 

Brusaferro: "Uso sul campo test salivari dopo validazione"

 

Quanto ai test salivari per la diagnosi di positività al coronavirus Sars-Cov-2, il cui utilizzo è stato ipotizzato anche per test a campione sugli studenti, "stanno emergendo nuove tecnologie e nuovi studi ed è molto importante, una volta avuta la disponibilità tecnologica, validarli e poi testarli sul campo per poter sfruttare al meglio le loro potenzialità. Su questo ci sono impegni importanti da parte di alcune Regioni", ha commentato il presidente dell'Istituto superiore di sanità. "In questo momento - ha poi precisato - l'Iss non sta facendo valutazioni di questo tipo ma sappiamo che ci sono contesti regionali dove si stanno facendo degli studi e si guarderanno con grande interesse". "Vorremmo avere dei test salivari perché il loro utilizzo è molto più agevole nel caso dei bambini, ma allo stesso tempo vogliamo essere sicuri sulle caratteristiche di questi test, cioè che abbiano una elevata sensibilità e specificità", ha concluso il direttore generale della Prevenzione del ministero Gianni Rezza.

 

Rezza: "Pochi sanitari non vaccinati ma diritto-dovere"

 

In rifermento al decreto allo studio del Governo che dovrebbe rendere obbligatorio il vaccino per gli operatori sanitari a contatto con i pazienti, Rezza ha poi commentato: "Un operatore sanitario dovrebbe considerare il vaccino un diritto-dovere, perché uno degli obiettivi del Piano vaccinale è rendere Covid-free gli ospedali. Non si dovrebbe neanche arrivare all'obbligo, non dovrebbero avere esitazioni. In caso contrario, provvedimenti adeguati sono auspicabili".
L'adesione dei sanitari alla vaccinazione anti-Covid è stata molto alta, "semmai c'è stato finora un problema di mancata offerta adeguata di dosi e ci aspettiamo che aumentando ora le dosi disponibili la domanda non venga sicuramente a diminuire", ha aggiunto il direttore Prevenzione del ministero della Salute.

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