Covid, Johnson: "La Gran Bretagna non ha bloccato un singolo vaccino"

Salute e Benessere
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"Siamo contrari al nazionalismo sui vaccini in ogni forma", ha dichiarato il premier britannico, respingendo le accuse del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. In risposta, un portavoce di Bruxelles avrebbe dichiarato che la presidente della Commissione Europea ha avuto già "qualche tempo fa rassicurazioni" da Johnson in un colloquio diretto sul fatto che "il Regno Unito non ha adottato alcuna misura rispetto alla fornitura di vaccini all'Unione Europea"

Prosegue lo scontro Londra-Bruxelles sui vaccini anti-Covid. Il premier britannico, Boris Johnson, durante il Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni, ha respinto nuovamente le accuse del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, secondo cui l'Ue sarebbe titolata a bloccare le esportazioni dei vaccini prodotti sul proprio territorio poiché la Gran Bretagna avrebbe già fatto lo stesso.
Il Regno Unito "non ha bloccato un singolo vaccino o componente vaccinale anti-Covid", ha dichiarato il premier britannico. "Siamo contrari al nazionalismo sui vaccini in ogni forma", ha poi rincarato Johnson, chiedendo al presidente del Consiglio europeo di ritirare le sue dichiarazioni.
Nel corso del suo intervento, il premier britannico ha poi rivendicato i meriti del suo Governo nella rapidità della campagna vaccinale anti-Covid britannica, con circa "22,5 milioni di persone" vaccinate finora nel Paese.

La risposta di un portavoce di Bruxelles

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In risposta, il portavoce Eric Mamer, citato da Bruxelles dall'agenzia Pa, avrebbe dichiarato che la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha avuto già "qualche tempo fa rassicurazioni" da Johnson in un colloquio diretto sul fatto che "il Regno Unito non ha adottato alcuna misura rispetto alla fornitura di vaccini all'Unione Europea". Le dichiarazioni del portavoce di Bruxelles sono state interpretate dai media britannici come una marcia indietro rispetto alle affermazioni di Charles Michel sul presunto blocco delle esportazioni dei vaccini anti-Covid prodotti nel Regno Unito.
In riferimento alle accuse mosse da Michel, Mamer si è limitato a dire che la Commissione "non commenta le parole di altri" e che in generale "la situazione relativa all'export dei vaccini" suscita "molta preoccupazione" nei 27.

Covid vaccini: scontro Ue e Gran Bretagna

Lo scontro, come accennato precedentemente, si è acceso dopo l'accusa mossa da Charles Michel nei confronti della Gran Bretagna. Il presidente del Consiglio europeo nella giornata di ieri, 9 marzo, ha accusato il Paese di aver "imposto un divieto assoluto all'esportazione di vaccini o componenti di vaccini prodotti sul loro territorio".
Secondo quando appreso dalla Bbc, il Governo  di Boris Johnson ha prontamente respinto le accuse del presidente del Consiglio europeo, convocando il rappresentante diplomatico Ue a Londra per "ulteriori discussioni".
In una lettera indirizzata a Michel, il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha definito "completamente falso qualsiasi riferimento a un divieto di esportazione da parte del Regno Unito o qualsiasi restrizione sui vaccini".
In soccorso del presidente del Consiglio europeo è intervenuto anche il presidente del gruppo del Ppe all'Europarlamento, Manfred Weber, che in Tweet ha dichiarato: "Per favore Raab smetta di darci lezioni e ci mostri i dati di esportazione dei vaccini in Europa o altrove. Negli ultimi mesi sono stati inviati 8 milioni di vaccini Biontech-Pfizer dall'Europa al Regno Unito, quanti vaccini ha inviato Londra in Europa?".

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