Covid, Sileri a Sky TG24: “Con varianti i più giovani serbatoi per il virus”

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Lo ha detto, nel corso di “Timeline”, il viceministro alla Salute. “E’ chiaro che non andrebbe chiusa solo la scuola ma anche altre attività dove vi è il rischio di contagio”, ha aggiunto ancora. E, a proposito dell’operato dell’ex commissario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ha spiegato: “Ha dato il massimo. Quando ci sono tante cose da fare non tutte possono venire al meglio. L’avvicendamento con il nuovo commissario sarà utile per avere un coordinamento centrale probabilmente più forte”

“E’ cambiato il gioco che sta facendo il virus, colpendo, seppur con sintomi molto lievi, quelle fasce d’età che prima erano preservate e che rappresentano comunque un serbatoio per la diffusione del virus stesso”. Lo ha detto, intervenendo a “Timeline” in onda su Sky TG24, il viceministro alla Salute. Pierpaolo Sileri, sottolineando come attualmente il contagio delle nuove varianti sembri avvenire anche fra i soggetti molto più giovani. “E’ chiaro che non andrebbe chiusa solo la scuola ma anche altre attività dove vi è il rischio di contagio”, ha aggiunto. E, a proposito dei dispositivi di protezione individuale, ha consigliato di indossare “la mascherina Ffp2 laddove c’è più rischio, dove c’è più occasione di incontrare persone”, come i mezzi pubblici, “ma anche all’aperto, penso agli affollamenti ai Navigli a Milano. E' quello che dico anche a mia madre. E' come un maglione, se fa più freddo bisogna usare quello più pesante”, ha detto.

Sileri: “Cts valuti opzione della singola dose”

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Sileri, poi, ha sottolineato la possibilità che venga valutata “la singola dose per quanto riguarda Pfizer e Moderna”, facendo “la seconda più avanti rispetto a quanto previsto dalle linee guida e vista la carenza e il fatto che è dimostrato che la prima dose è comunque molto protettiva”. La decisione, ha spiegato il viceministro, “spetta al Cts in seno all’Aifa. Il principio non può essere molto diverso da chi ha avuto il virus e fa il vaccino entro i sei mesi. Una cosa è certa: si può andare oltre le tre, quattro settimane indicate”, ha aggiunto. La campagna vaccinale comunque procede, nonostante “il meccanismo si inceppi a livello regionale: alcune Regioni sono indietro perché c’era già una sofferenza dei dipartimenti di prevenzione. Inoltre, c’è stato anche qualche ‘furbetto del vaccino’ che è stato vaccinato non avendone ancora diritto”, ha sottolineato. Nel frattempo, “si tratta di resistere ancora qualche settimana” ha detto, ricordando la quasi immunità di gregge raggiunta nella popolazione dei più anziani, la copertura garantita dai vaccini contro le varianti e ribadendo il concetto di un’ampia immunità garantita dalla dose singola.

Le zone rosse e l’operato di Arcuri

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“La ratio del nuovo Dpcm è che dove c’è una zona rossa viene chiuso tutto, come oggi. Nelle altre aree dove c’è un numero crescente di casi, 250 ogni 100mila abitanti nell’aggregato settimanale, significa che il contagio corre ed è necessario procedere con ulteriori chiusure”, ha commentato ancora Sileri. “Nelle zone arancioni o gialle dovrebbe restare valida l’opzione di fare misure più restrittive perché bisogna proteggere anche coloro che trasmettono il virus”, ha spiegato. Infine, un accenno all’operato dell’ex commissario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri. “Ha dato il massimo. Quando ci sono tante cose da fare non tutte possono venire al meglio. L’avvicendamento con il nuovo commissario sarà utile per aver un coordinamento centrale probabilmente più forte”, ha concluso.

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