Covid-19, Ricciardi: "Cure in ritardo, serve l'ok ai farmaci"

Salute e Benessere
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Lo ha detto, nel corso di un'intervista al quotidiano "Il Messaggero", il consulente scientifico del ministro della Salute. E, a proposito dei contagi, ha previsto che “avremo un incremento dei nuovi casi positivi fra tre-quattro settimane”, anche in virtù della recente riapertura delle scuole. "Io sono per la zona rossa in tutto il Paese", ha ribadito

Nella lotta al coronavirus, le cure stanno procedendo in ritardo. A sostenerlo, Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute, Roberto Speranza, in riferimento agli anticorpi monoclonali, che "vengono prodotti anche in Italia" e "riducono del 70% l'aggravamento", ma sono in attesa di approvazione. "Cosa stiamo aspettando?", si è chiesto l'esperto, che in un'intervista concessa al quotidiano “Il Messaggero” e parlando delle cure per il Covid, ha invitato l'Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ad “essere più coraggiosa".

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Il riferimento è, anche, quello agli anticorpi monoclonali dell’azienda farmaceutica americana Eli Lilly, che ha annunciato proprio di recente il risultato clinico positivo di un nuovo studio, basato sugli anticorpi bamlanivimab (LY-CoV555) ed etesevimab (LY-CoV016). I risultati della sperimentazione di Fase 3 hanno riguardato uno studio che ha coinvolto oltre mille persone e che ha replicato su un numero più ampio di pazienti i dati già incoraggianti emersi da quello di Fase 2. Ne è emerso, appunto, come questi anticorpi, riprodotti in laboratorio e che rappresentano un concentrato delle migliori armi del sistema immunitario per colpire il virus, possano ridurre il rischio di ospedalizzazione e morte per Covid-19 del 70%, in pazienti ad alto rischio. "Aifa ha detto che aspetta Ema, l'Agenzia Europea del Farmaco. Quando c’è un nuovo farmaco in Europa, deve approvarlo l'Ema, che però non ha gli stessi strumenti della Fda americana, la quale può ricorrere all'approvazione di emergenza”, ha detto Ricciardi. “L'Ema ha solo lo strumento dell'approvazione condizionata, che necessita di più tempo. Ma i singoli Stati possono approvare in forma emergenziale". Anche in questo caso, ha ribadito l’esperto, “Aifa dovrebbe essere più coraggiosa, la richiesta da Eli Lilly è arrivata. Cosa stiamo aspettando?”, si è chiesto.

Il piano vaccinale in Italia

Per quanto riguarda, invece, la campagna vaccinale anti-Covid in Italia, Ricciardi ha sottolineato che "dovremo vaccinare centinaia di migliaia di persone nei palasport, negli studi di medicina generale. Avremo bisogno di un’organizzazione di tipo militare che ancora non c'è”, ha spiegato. “Non può essere considerata ordinaria amministrazione". Il commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha aggiunto ancora Ricciardi, "sta svolgendo egregiamente il suo compito e sta gestendo in maniera encomiabile l'approvvigionamento dei vaccini. Ma organizzare le vaccinazioni non è un lavoro che si può fare part time e il quadro non può essere frammentato tra le Regioni”, ha detto ancora. “Serve una leadership forte e riconosciuta, che dia garanzie ai cittadini che questa operazione sarà eseguita con lo stesso livello di efficienza in tutto il Paese. Penso a una persona come Bertolaso, ad esempio".

Febbraio e marzo mesi più difficili

Quindi Ricciardi si è soffermato a commentare le situazioni di assembramento nelle Regioni a fascia gialla, viste nel corso del weekend. “Avremo un incremento dei nuovi casi positivi fra tre-quattro settimane”, ha avvertito Ricciardi. “Ormai l'andamento di questa epidemia è prevedibile. Sarebbe importante evitare gli assembramenti, ma mi pare evidente che i semplici suggerimenti non hanno alcuna efficacia. Se a questo aggiungiamo che sono state riaperte le scuole, abbiamo la certezza di vedere presto un incremento di casi”, ha detto. “Io sono per la zona rossa in tutto il Paese. Febbraio e marzo saranno i mesi più difficili. A giugno saremo maggiormente al sicuro”, ha poi concluso.

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