Gb, somministrate le prime dosi del vaccino Oxford-AstraZeneca

Salute e Benessere

Si tratta del primo Paese al mondo ad avviare la campagna vaccinale legata a questo vaccino. Il primo a ricevere la dose è stato Brian Pinker, paziente 82enne in dialisi. Nella prima settimana della campagna saranno a disposizione circa 530 mila dosi ma AstraZeneca ha promesso di aumentare la produzione per mettere a disposizione circa due milioni di dosi a settimana, a partire da metà gennaio

Nel Regno Unito è ufficialmente cominciata questa mattina, 4 gennaio, la somministrazione delle prime dosi del vaccino anti-Covid prodotto e sviluppato da Oxford-AstraZeneca. La massiccia operazione di immunizzazione è partita con il primo paziente a ricevere il vaccino: si tratta di Brian Pinker, 82enne in dialisi per una malattia ai reni che è stato sottoposto alla prima dose in un ospedale a poche centinaia di metri da dove il siero stesso è stato prodotto. A confermarlo, anche un articolo della Bbc

Nella prima settimana 530 mila dosi

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Con l’avvio di questa campagna vaccinale, la Gran Bretagna si attesta come il primo Paese in assoluto ad utilizzare questo specifico vaccino alla cui produzione, oltre all'azienda biofarmaceutica AstraZeneca e all'Università di Oxford, ha collaborato in partnership anche un'azienda italiana, la Advent-Irbm di Pomezia. Si tratta di un vaccino considerato dal governo di Londra un punto di svolta nella battaglia all'epidemia di coronavirus, in quanto economico e facilmente trasportabile, dal momento che può essere conservato alla temperatura di un normale frigorifero. A partire da oggi, quindi, sei ospedali in Inghilterra inizieranno la somministrazione delle prime 530 mila dosi che la Gran Bretagna stessa ha pronte per questa settimana. Poi, nel corso dei prossimi giorni, il programma di vaccinazione e la campagna verranno estesi anche ad altri punti di vaccinazione sull'intero territorio nazionale. AstraZeneca, tra l’altro, ha promesso di aumentare la produzione del proprio vaccino e di mettere così a disposizione del Paese circa due milioni di dosi a settimana, a partire da metà gennaio.

Un’impennata di nuovi casi

Intanto, dopo i dati recenti e i casi di contagio degli ultimi giorni, proprio oggi il premier Boris Johnson valuterà se inasprire le misure di lockdown ed eventualmente allargarle a tutta l'Inghilterra. Londra, infatti, deve far fronte ad un'impennata dei nuovi casi, che hanno superato quota 50 mila per sei giorni consecutivi, anche a causa della nuova e contagiosa variante emersa in Inghilterra e già diffusasi in altre nazioni. I nuovi casi, numeri alla mano, hanno indotto anche il leader dei laburisti, Keir Starmer, a chiedere al governo di imporre nuove restrizioni.

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