Nuova variante Covid, per l’Oms potrebbe essere più contagiosa per giovani e bambini

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L’inviato speciale dell’Onu per il Covid, David Nabarro, riporta che l'Organizzazione mondiale della sanità sta studiando la variante inglese del Covid, che potrebbe essere "più facilmente trasmissibile da giovani e bambini"

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ritiene che la variante inglese del nuovo coronavirus possa essere "più facilmente trasmissibile da giovani e bambini" ma "sono in corso" più studi al riguardo: lo ha rilevato l'inviato speciale dell'organizzazione Onu per il Covid, David Nabarro. Adesso il timore, almeno in Gran Bretagna, dove la variante si è diffusa con molta celerità, è che questo possa compromettere l'attesa riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie. Anche perché il professor Mark Harris, virologo all'Università di Leeds, ha espresso perplessità a riguardo. "Ci sono timori che se davvero il virus si replica e cresce meglio nei bambini – ha detto - si abbia un effetto di amplificazione su tutta la popolazione del Regno Unito".

Le indagini dell’Oms

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Sono anche in corso delle indagini "per determinare se la variante inglese del coronavirus è associata a eventuali cambiamenti nella gravità dei sintomi, nella risposta anticorpale e nell'efficacia del vaccino” ha spiegato in conferenza stampa il capo delle emergenze dell'Oms Michael Ryan. “Anche se il virus è diventato un po' più efficiente nella diffusione, può essere fermato” ha detto. “Quindi questa situazione non è in questo senso fuori controllo. Ma non può essere lasciata a se stessa".

 

Variante e vaccino

Intanto una riunione straordinaria con gli Stati membri è stata convocata dall'Oms Europa per valutare la strategia da intraprendere di fronte alla nuova variante di Covid esplosa in Gran Bretagna. Ma le aziende sono già in piena attività. "In base ai dati che abbiamo ci aspettiamo che l'immunità dal vaccino sia protettiva contro la variante - afferma Moderna in un comunicato - faremo dei test aggiuntivi nelle prossime settimane per confermarlo". Anche Pfizer, "sta già generando dei dati su quanto il sangue di persone vaccinate sia capace di neutralizzate il nuovo ceppo". Il Ceo di Biontech, Ugur Sahin ha invece ricordato che le proteine del virus coincidono al 99% con quelle dei ceppi più diffusi, e quindi c'è fiducia che il vaccino funzioni. Un adeguamento del vaccino alla nuova variante del virus comparsa in Gran Bretagna "durerebbe sei settimane".

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