Covid, Altems: 9 priorità del Sistema sanitario nazionale per la cura dei pazienti cronici

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Da un report redatto dall’Alta Scuola di Economia e Management dell'università Cattolica del Sacro Cuore emergono le richieste di associazioni e cittadini per il futuro del Servizio sanitario nazionale

Dematerializzazione delle ricette per farmaci e presidi terapeutici, distribuzione di farmaci e presidi a domicilio, semplificazione burocratica. Sono queste alcune delle nove priorità indicate da 48 tra associazioni e federazioni di pazienti e cittadini impegnate in ambito sanitario per il futuro del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Le altre sono il sostegno psicologico, la telemedicina, poi patient involvement, assistenza sociosanitaria e domiciliare e medicina del territorio, reti di patologia, care management. Emergono dal eeport realizzato da Altems (Alta Scuola di Economia e Management) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, mediante il suo laboratorio Patient Advocacy Lab (Pal), in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Patient e Partnership Simef (Società Italiana di Medicina Farmaceutica), che è stato presentato oggi, lunedì 14 dicembre, in occasione del webinar "Il ruolo delle associazioni dei pazienti nella sanita' del futuro".

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Il quadro che emerge è quello di una grande preoccupazione e di allarme per la riduzione, in tempi di emergenza da coronavirus, dei livelli di assistenza per malati cronici e rari, nonché per l'area oncologica. Da qui l'esigenza di proporre le priorità per questi pazienti, tutte e nove fondate su una visione moderna dell'umanizzazione

delle cure, denominata nel Report "Umanizzazione 2.0", che punti su tre assi portanti per il Sistema sanitario nazionale. E sono: semplificazione delle procedure, vicinanza e territorio, informazione capillare e personalizzata.

 

La situazione

Qual è la risposta delle Regioni alle priorità dei malati? Secondo il report quella che si presenta è una situazione in evoluzione. Sono state attivate da tutte le Regioni le soluzioni digitali di ricetta dematerializzata (con differenze regionali riguardo le classi di farmaci) e telemedicina (anche in questo caso con differenze regionali rispetto alle prestazioni considerate differibili) con indicazioni che ne prevedono il mantenimento e la regolamentazione post emergenza. Sono inoltre stati predisposti i servizi di distribuzione dei farmaci a domicilio e il sostegno psicologico per ora limitatamente al periodo di emergenza. Sono in corso di definizione solo in alcune Regioni i procedimenti per la semplificazione burocratica, le reti di patologia e la riorganizzazione dell'assistenza domiciliare e la medicina del territorio post emergenza. Ancora molto scarso, però, il coinvolgimento delle associazioni nei processi decisionali, nonché l'attenzione al care management, inteso come comunicazione, informazione e orientamento dei cittadini.

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