Covid, in alcuni casi l’ecografia può essere più efficace del tampone: lo studio

Salute e Benessere

A rivelarlo uno studio dell'ospedale Molinette di Torino, condotto tra marzo ed aprile scorsi. E’ emerso come l’esame, eseguito contestualmente alla visita medica, abbia identificato correttamente casi di polmonite da Covid-19, circa il 20% su un totale di 228 pazienti presi in esame, tra quelli che per errore erano stati catalogati come negativi, in base all’esito del primo tampone

Per individuare una polmonite da Covid-19, già in pronto soccorso, può essere utile anche una semplice ecografia del polmone, eseguita attraverso ecografi portatili facili da utilizzare e maneggevoli. A spiegarlo è stato uno studio dell'ospedale Molinette di Torino, condotto tra marzo e aprile scorsi, durante la prima ondata della pandemia da coronavirus, e pubblicato di recente sulla rivista scientifica internazionale “Annals of Emergency Medicine”. Secondo il professor Enrico Lupia, direttore della Medicina d'Urgenza delle Molinette, "il pronto soccorso è la porta d'ingresso di un ospedale: ricoverare un paziente ignorandone la positività vorrebbe dire rischiare di aumentare il contagio", sia all'interno sia all'esterno della struttura ospedaliera. Proprio per questo motivo risulta importante una rapida e corretta identificazione dei pazienti col virus e, in alcuni casi, l'ecografia si può dimostrare anche più efficace del tampone, specie in vista di una più rapida applicazione delle misure di isolamento tra i contatti stretti.

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Gli esperti, nel condurre la loro ricerca, hanno esaminato i casi di 228 pazienti con sintomi riconducibili al coronavirus, 107 dei quali diagnosticati come affetti da polmonite da Covid-19, in seguito alla positività del tampone naso-faringeo. L'ecografia polmonare, eseguita contestualmente alla visita medica, ha identificato correttamente altri 21 casi di polmonite da Covid-19, circa il 20%, tra i casi che per errore erano stati catalogati come negativi, in base all’esito del primo tampone. "Lo studio conferma la percezione dell'utilità diffusa dell'ecografia polmonare", ha affermato ancora Lupia parlando dell’esame, di solito utilizzato in altri ambiti, come ad esempio lo studio dell'addome e del cuore, ma meno per le malattie polmonari. E ne rafforza quindi l'utilizzo, già consigliato dalle linee guida di molti ospedali.

Non abbassare la guardia

L'ecografia polmonare, dunque, rappresenta un utile aiuto nel contrasto dell’attuale pandemia da coronavirus, anche se condotto, come successo nel caso dello studio dell’ospedale Molinette, attraverso macchinari portatili facili da utilizzare e maneggevoli, collegabili direttamente ad uno smartphone e impiegabili anche dai pazienti, a domicilio. "Temiamo molto una terza ondata, siamo preoccupati”, ha poi concluso Lupia. “Rispetto a inizio novembre la pressione sul nostro pronto soccorso, come sugli altri, è calata, anche se è rimasto un afflusso importante di pazienti Covid e non solo”, ha detto ancora. “Il sistema ospedaliero è ancora in affanno e per questo occorre rispettare le norme di sicurezza che ormai conoscono tutti. Soprattutto ora che si avvicina il Natale, non bisogna abbassare la guardia. Non dimentichiamo quanto abbiamo passato".

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