Coronavirus, Ricciardi: “Alcuni lockdown mirati vanno fatti subito”

Salute e Benessere

“Non si può aspettare Natale, ora bastano due settimane. Dopo non più”. E’ l’allarme lanciato da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto nel corso di un’intervista televisiva. Che vacanze natalizie ci aspettano? “Dipende da quello che decidiamo in questo momento”, ha detto l’esperto

"Ritengo che alcuni lockdown mirati vadano fatti subito, non bisogna assolutamente aspettare Natale", dal momento che "oggi magari bastano due settimane ma quando si va più avanti, poi non bastano più". E’ l’allarme lanciato da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso di un’intervista concessa alla trasmissione “Agorà”, su Rai 3. Secondo l’esperto, le feste natalizie per gli italiani dipenderanno “da quello che decidiamo in questo momento. Se prendiamo tempestivamente, adeguatamente e proporzionatamente le misure giuste avremo un Natale, non voglio dire normale, però quasi normale”, ha detto. “Se temporeggeremo, vedremo nelle prossime settimane un aumento esponenziale dei casi, soprattutto in alcune aree del Paese, e poi dovremo prendere decisioni durissime più tardi, ma allora servirà molto più tempo", ha poi aggiunto l’esperto.

Gualtiero Walter Ricciardi, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, durante la Riunione degli Addetti Scientifici al servizio del Sistema Paese organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Roma, 13 ottobre 2015. L'obiettivo della riunione e' fare 'Sistema' ancora meglio per promuovere le eccellenze italiane all'estero a 360 gradi. ANSA/ FABIO CAMPANA
Walter Ricciardi - ©Ansa

Un lockdown “mirato”

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Secondo Ricciardi, medico e professore ordinario di Igiene presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, "un'epidemia si combatte con i comportamenti delle persone e con il tracciamento, ma quando vai oltre 10.000-11.000 casi e non riesci più a tracciare e allora devi contenere”, ha sottolineato ancora. “In certe situazioni ormai il contenimento necessario è tale che deve essere fatto un lockdown, mirato ma deve essere fatto", ha poi aggiunto.

I focolai italiani

Intanto, i numeri diramati dall’ultimo bollettino del Ministero della Salute, datato 18 ottobre, dicono che sono stati 11.705 i nuovi casi di contagio registrati in Italia, a fronte di 146.541 tamponi effettuati. I decessi sono stati 69. In quasi tutte le regioni si sono sviluppati dei focolai (I FOCOLAI PRINCIPALI IN ITALIA) e tra questi quello della Lombardia e dell'ospedale Morelli di Sondalo (Sondrio) dove alcuni medici e infermieri sono risultati positivi al Covid-19, dopo che una decina di giorni fa avevano partecipato ad una festa fra colleghi. La direzione sanitaria del nosocomio lombardo ha disposto la chiusura immediata del reparto di Medicina dove lavora il personale sanitario contagiato, oltre ad aver provveduto al trasferimento dei pazienti ricoverati in altri presidi ospedalieri della Valtellina ed è stata sospesa l'accettazione dei ricoveri per il reparto chiuso. Tra gli altri focolai recenti, anche quello dell’Emilia-Romagna, dove su 63 nuovi positivi in provincia di Ferrara, 55 sono legati ad una struttura per anziani. Nello specifico, sono 39 gli ospiti contagiati, tutti già isolati e testati, mentre gli altri 16 sono operatori della stessa Rsa.

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