Galli a Sky TG24: “Proiezioni curva sono allarmanti. Servono tamponi diffusi”

Salute e Benessere

Sono le parole del direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, pronunciate nel corso della trasmissione “Buongiorno”. “Non credo arriveremo a 30mila casi nel giro di qualche giorno, però questa settimana sarà difficile vedere un decremento di casi, perché quello che stiamo per vedere è già accaduto dal punto di vista dell’infezione”, ha spiegato ancora

Il nuovo Dpcm anti-Covid, firmato dal premier Giuseppe Conte, è entrato in vigore. Le misure varate, che valgono fino al 13 novembre, sono state commentate da Massimo Galli, direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, nel corso della trasmissione “Buongiorno”, su Sky TG24. “Misure sufficienti? Me lo auguro, voglio tentare di essere ottimista, sottolineando il fatto che se si guarda alle curve dei Paesi vicini si vede chiaramente che, spostando indietro le loro curve, coinciderebbero esattamente con le nostre, con un paio di settimane di intervallo”, ha detto l’esperto. “Ci mettono di fronte a quello che ci si può aspettare nel prossimo futuro, se non che, senza interventi decisi, le nostre curve possano prendere un andamento più veloce. Mi auguro veramente con tutto il cuore di no, ma che ci sia allarme e che vada considerato con estrema attenzione ormai l’abbiano capito quasi tutti”, ha evidenziato.

Il prof. Massimo Galli dell ospedale Sacco in occasione della presentazione dell'avvio del test epidemiologico sulla popolazione del Comune di Carpiano, 09 Giugno 2020. Ansa/Andrea Canali.
Massimo Galli - ©Ansa

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La situazione attuale, secondo Galli, e rispetto alla precedente ondata di contagi non dovrebbe allarmare troppo, anche perchè “stavolta sappiamo di avere il nemico in casa. A questo punto se non c’è qualche freno dato da qualcuno, non so per quali interessi, dovremmo essere in condizione di gestire meglio la situazione”, ha detto. “Però attenzione: nessun sistema sanitario al mondo regge un tracciamento dei contatti quando le infezioni diventano qualche migliaio al giorno. Non ci si riesce e bisogna fare altre cose: una sono i tamponi diffusi, cosa non facilissima da fare ma che va fatta e che sarebbe stata da fare anche molto prima”, ha avvertito.

Meno contatti e solo quelli necessari

Galli, analizzando il momento attuale legato all’emergenza sanitaria, ha fornito la propria previsione su ciò che potrà succedere a stretto giro di posta. “Non credo arriveremo a 30mila casi nel giro di qualche giorno, però questa settimana sarà difficile vedere un decremento di casi, perché quello che stiamo per vedere è già accaduto dal punto di vista dell’infezione”, ha spiegato. “Sono gli interventi che partono da oggi che ci si augura aiutino ad invertire la tendenza in maniera abbastanza decisiva. Il messaggio è che ci dobbiamo mettere tutti quanti a fare il possibile perché questa cosa avvenga e impegnarci a stare più in casa, avendo meno contatti o limitandoli a quelli strettamente necessari”, ha ammonito.

 Organizzare spazi per la quarantena

“C’è l’assoluta necessità di reperire molto presto ambiti dove poter tenere in quarantena le persone che non possono stare in quarantena a casa. Persone positive che non possono stare a casa ad infettare gli altri in appartamenti piccoli”. E’ questo un altro dei temi trattati dal direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. “Servono anche luoghi dove mettere le persone nel momento negativo dei primi giorni di infezione nel caso in cui non ci sia necessità di ricovero in ospedale, perché questi saranno rapidamente in sofferenza o lo sono già. Gli ospedali non possono tornare nella situazione di non poter garantire l’assistenza a pieno regime alle altre patologie, che non vanno in sciopero durante le epidemie”.

Le decisioni di De Luca

A proposito delle recenti decisioni del governatore De Luca, Galli ha detto di stare “con il governatore della Campania per le posizioni che ha preso, molto decise ma molto logiche, anche sulla scuola”, ha spiegato. “La Campania è una regione molto popolosa, con un sistema sanitario che ha delle eccellenze, ma che rischia di trovarsi davanti a una challenge superiore alle sue forze. Questo non riguarda solo la Campania, siamo onesti e logici, in ogni caso è in una situazione in cui essere estremamente prudenti e intervenire con decisione è importante”, ha poi aggiunto.

Un’estate “sciagurata”

Quale la causa dei numeri attuali? Il detonatore della forte ripresa dei contagi “è stata l’estate sciagurata in cui molti hanno ritenuto di poter fare come se l’infezione non esistesse più”, ha sottolineato Galli. “Le scuole sono state un modesto amplificatore successivo, ma nella globalità della ripresa di tutte le attività”, ha detto ancora.

Agire con decisione

Un possibile suggerimento al premier Conte e ai membri del Comitato tecnico scientifico (CTS)? “Le cose da suggerire sarebbero molte, ma quella fondamentale è agire con decisione per la gestione delle persone infettate che non hanno posto in ospedale e sulla protezione degli anziani, che andrebbe articolata meglio. Per finire, certamente più diagnostica, più diagnostica, più diagnostica”, ha poi concluso Galli.

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