Tamponi, Sanguinetti: “Pochi 50 laboratori specializzati pubblici”

Salute e Benessere

Maurizio Sanguinetti, presidente di Escmid e Direttore del Dipartimento di Scienze di Laboratorio e Infettivologiche del Gemelli di Roma, chiede di aumentare le sedi diagnostiche sul territorio e un’alleanza con i medici di famiglia 

Sono meno di 50 i laboratori specializzati che processano i tamponi per individuare il coronavirus. Un numero troppo basso per il carico che l’Italia dovrà sostenere in questi mesi per una diagnosi efficace dei casi di contagio nel Paese. Lo ha spiegato Maurizio Sanguinetti, presidente di Escmid e Direttore del Dipartimento di Scienze di Laboratorio e Infettivologiche, dell'IRCCS Policlinico Gemelli di Roma, durante un convegno di Fondazione Menarini.

Servono più laboratori specifici

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Covid, dal tampone al salivare: quali sono i test a disposizione

È su questi laboratori specializzati che ricade la maggior parte del lavoro diagnostico per il Covid-19, sostiene Sanguinetti . Ci sono poi altre centinaia sezioni che fanno parte di laboratori misti non dedicate esclusivamente all'analisi del coronavirus ma impegnate in tutti gli altri esami. "Per incrementare diagnosi rapide ed efficaci serve ora più che mai aumentare il numero dei laboratori di microbiologia autonomi e specifici sul territorio e costruire l'alleanza con i medici di famiglia per l'interpretazione dei casi dubbi”. "La microbiologia clinica è stata smantellata dal territorio, esiste nei grandi ospedali e viene vista come un lusso che non tutti si possono permettere - rimarca Sanguinetti -. Le unità operative autonome in Italia sono poco piu' di 40, questo perché negli ultimi dieci anni i laboratori pubblici sono stati accorpati e hanno perso dal 25 al 30% del personale e non hanno ricevuto adeguati finanziamenti".

 

Le conseguenze sulla diagnosi del Covid-19

"Queste scelte – prosegue l’esperto durante l'incontro digitale "In vitro diagnostics and Covid-19" organizzato dalla Fondazione Internazionale Menarini - sono tra i principali motivi che hanno comportato un ritardo nell'esecuzione dei test e quindi una minore efficacia nel contrastare l'epidemia, con file lunghe chilometri ai 'drive in' per fare il tampone”. “Se ci fossero stati gli investimenti in queste attività, la domanda poteva essere drenata anche dai soli laboratori pubblici. Serve ripotenziare le microbiologie sul territorio” conclude.

 

Tamponi in Italia

Il test molecolare, il tampone, resta attualmente il più affidabile tra quelli a disposizione, dal sierologico al salivare. In sostanza viene effettuato prelevando con un lungo bastoncino simile a un cotton-fioc un campione delle vie respiratorie del paziente che viene poi analizzato attraverso metodi molecolari che amplificano i geni del virus. In questo modo è possibile stabilire la positività o la negatività al Covid-19. Ieri, venerdì 16 ottobre, sono stati processati in Italia 150.377 tamponi, un numero leggermente in calo rispetto a giovedì 15 ottobre, quando sono stati fatti 162.932 esami. Questo quanto emerge dal consueto bollettino giornaliero del ministero della Salute, che riportava 10.010 nuovi contagi da coronavirus nel nostro Paese.

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