Coronavirus, Oms: "Forse il vaccino sarà pronto per la fine di quest'anno"

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Il messaggio di speranza arriva dal direttore generale dell'Organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Al momento sono 40 i vaccini allo stadio di studi clinici

Il vaccino anti Covid-19 (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE) potrebbe arrivare già entro la fine del 2020. A dirlo è il direttore generale dell'Organizzaione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, al termine di una due giorni di riunioni del comitato esecutivo dell'organismo. Ghebreyesus non ha però specificato quale, tra i 40 vaccini in fase di test clinici, potrebbe essere disponibile.

"Utilizzare tutti gli strumenti a portata di mano"

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L'Oms ha già messo in campo il programma Covax che mira a fornire a tutti i Paesi del mondo un accesso equo ai vaccini, una volta che saranno stati autorizzati e approvati. Allo stesso tempo, gli scienziati hanno avvertito che anche con un vaccino efficace non si tornerà subito alla normalità, poiché potrebbero essere necessari mesi per produrlo, distribuirlo e somministrarlo su larga scala. Proprio per questo motivo, Ghebreyesus ha ribadito che il mondo ha bisogno di utilizzare "tutti gli strumenti a portata di mano" per porre fine alla pandemia, e il vaccino è solo uno di questi.

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Intanto a livello europeo, l'European Medicines Agency (EMA) ha annunciato che, dopo il vaccino di AstraZeneca, un secondo è coinvolto nel processo di "rolling-review”, una fase che mira a valutare “il primo lotto di dati sul vaccino, che provengono da studi di laboratorio (dati non clinici)”. Si tratta di quello dell'azienda tedesca BioNTech, sviluppato in collaborazione con Pfizer. La revisione progressiva continuerà fino a quando non saranno disponibili prove sufficienti per supportare una domanda formale di autorizzazione all'immissione in commercio.

La ricerca del vaccino in Usa

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Oltre oceano, va avanti speditamente anche il progetto della società biotech statunitense Moderna e dell'Istituto Statunitense per le Allergie e le Malattie Infettive (Niaid) basato sull'mRna virale, ma non è prevista una richiesta per l'autorizzazione almeno fino alla fine di novembre. Sono circa 200, in totale, i vaccini su cui si lavora nel mondo, da Israele alla Cina. Tra questi anche il progetto dell'Ospedale Spallanzani di Roma, prodotto dalla ReiThera di Castel Romano, che dopo la fase preclinica di test sugli animali ha avviato, a fine agosto, la sperimentazione su 90 volontari sani.

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