Giornata mondiale dei sogni, il 25 settembre è il World Dream Day

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Il motto dell’edizione 2020 è "New dreams for a new world", nuovi sogni per un mondo nuovo. La giornata è dedicata a chi sa mettere in moto i propri sogni e cerca di renderli concreti

Sognare non costa niente, anzi per un giorno è quasi un dovere. Venerdì 25 dicembre, si celebra infatti il World Dream Day, la Giornata mondiale dei sogni. Si tratta di una giornata dedicata ai sognatori, a chi sa fantasticare con la mente e metterla in moto facendosi venire idee, con l'intento di far diventare tutto ciò che si immagina il più possibile concreto. Il preciso scopo dell'iniziativa nata nel 2012, è infatti quello di incoraggiare individui, famiglie, scuole, imprese e comunità a dedicare del tempo a concentrarsi sulle proprie idee, obiettivi e sogni e portarli avanti con l'intenzione di avvantaggiare il mondo.

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Il World Dream Day, la Giornata mondiale dei sogni che si festeggia da otto anni ogni 25 settembre è basata su tre pilastri: creatività, collaborazione e contribuzione. È un evento d'azione globale dedicata a mettere in moto i sogni, con iniziative che si svolgono per l'edizione 2020 quasi esclusivamente online. Quest’anno il motto è "New dreams for a new world", nuovi sogni per un mondo nuovo. "Il nostro mondo sta attraversando sfide senza precedenti- scrivono gli organizzatori - per la Giornata mondiale dei sogni 2020, invitiamo le persone, le aziende e le comunità a condividere e attivare sogni su possibilità che guideranno e sosterranno la co-creazione di una fondazione per il futuro". 

Sognare fa bene

 

Di studi che parlano di sonno e sogni ne escono a decine ogni anno. Lo scorso luglio, è stata pubblicata sulla rivista Jama Neurology una ricerca che attestava la correlazione tra la durata della vita e una specifica fase del sonno, la fase Rem (Rapid Eye Movement) che è quella legata ai sogni. In pratica, riportavano gli esperti, chi sogna molto, potrebbe guadagnare qualche anno di vita in più grazie ai benefici di una maggior durata della fase Rem del sonno, che riveste un ruolo di primo piano per quanto riguarda il consolidamento dei ricordi e il fisiologico riequilibrio della biochimica cerebrale. Lo studio, della University of California, è stato il primo a indagare a fondo il rapporto tra qualità del sonno Rem, il movimento oculare rapido, responsabile dei sogni, e il rischio di morte.

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