Coronavirus, monitoraggio Iss: casi in aumento. Rt nazionale a 0,92 ma rischio sottostima

Salute e Benessere

L’età mediana dei casi è salita a circa 41 anni. I focolai attivi in Italia sono 2397, di cui 698 nuovi. Il 10,8% è importato dall'estero, mentre il 5,5% è da rientro da altre regioni o province autonome

Sono in aumento i nuovi casi di coronavirus in Italia per la settima settimana consecutiva, a fronte di un calo delle infezioni importate dall’estero. Lo riferiscono il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, nel consueto bollettino settimanale sull’evoluzione dell’epidemia nella Penisola, dal quale emerge anche un aumento dell'età mediana di chi contrae il Covid-19 in Italia, segno che la trasmissione interfamiliare, e in particolare dai più giovani agli anziani, è sempre più diffusa. Cala, invece, l’indice di trasmissione nazionale (Rt), tornato sotto 1, precisamente a 0,92, ma potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus in quanto calcolato sui soli casi sintomatici. 

La maggior parte dei casi (81,9%) continua ad essere contratta sul territorio nazionale, e soltanto il 10,8% - secondo il rapporto - arriva dall’estero. Nel 7,3% dei casi l'informazione non è indicata.  Cala anche la percentuale dei casi importati da altre altre regioni o province autonome: 5,5% nella settimana corrente. 

 

Sale l’età mediana dei contagiati 

 

Dal monitoraggio dell’istituto emerge anche come nelle ultime tre settimane, in Italia, si sia verificata una nuova transizione epidemiologica dell'epidemia da SARS-CoV-2 (dopo quella estiva), caratterizzata da una maggiore trasmissione in ambito domiciliare/familiare con circolazione del virus anche tra persone con età più avanzata. È infatti ancora in aumento l'età mediana dei contagiati. È di circa 41 anni nell’ultima settimana di monitoraggio. Il 35% dei nuovi casi ha un'età superiore ai 50 anni.

 

Rt a 0,92 ma rischio sottostima

 

Come sottolineato nel report settimanale dell’Istituto superiore di sanità, a partire da giugno, probabilmente per effetto delle riaperture del 4 e 18 maggio e del 3 giugno, a livello nazionale si è osservato un leggero ma costante incremento dell'indice di trasmissione nazionale (Rt) che ha superato la soglia di 1 intorno al 16 agosto. Dal 27 agosto al 9 settembre 2020, invece, l'Rt calcolato sui casi sintomatici è sceso a 0,92, al di sotto di 1 nel suo valore medio dopo due settimane.

"Bisogna tuttavia interpretare con cautela l'indice di trasmissione nazionale in questo particolare momento dell'epidemia. Infatti, Rt calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l'indicatore più affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilità, potrebbe sottostimare leggermente la reale

trasmissione del virus a livello nazionale. Pertanto l'Rt nazionale deve essere sempre interpretato tenendo anche in considerazione il dato di incidenza”, precisa il report. 

Crescono ricoveri e terapie intensive

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L’aumento dei nuovi casi in Italia è accompagnato da una crescita dei ricoveri.  Rispetto alle ultime settimane di agosto in quasi tutte le Regioni della Penisola si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica (dal 2% al 4%) che in terapia intensiva (dall’1% al 2%). "Sebbene non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali - riporta il documento - la tendenza osservata potrebbe riflettersi in un maggiore impegno. Si conferma, inoltre, l'importante e crescente impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati". 

 

 

2.397 focolai attivi, 698 nuovi

 

Sono in totale 2397 i focolai attivi riportati nella settimana di monitoraggio dal 7 al 13 settembre, di cui 698 nuovi. Si tratta di due dati in aumento per la settima settimana consecutiva. Ministero della Salute e Iss sottolineano come "questo comporta

un sempre maggiore impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti che sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus”. 

 

Rezza: “Ospedalizzazioni Covid in aumento, focolai diffusi”

 

"Ci sono dei focolai diffusi nel Paese, l'età media sta aumentando ed è di circa 41 anni. Questo vuol dire che evidentemente c’è trasmissione intra-familiare, cioè il

virus passa dai più giovani alle persone più anziane. Questo spiega un certo aumento lento ma graduale nelle ospedalizzazioni”. Lo ha riferito il capo del dipartimento

prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, commentando i dati dell'ultimo monitoraggio dell'Iss. 

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