Coronavirus, cosa fare quando una persona vicino a noi non indossa la mascherina

Salute e Benessere
©Ansa

L’analisi di un docente di Psichiatria della Columbia University pubblicata dal New York Times: “Molte persone esitano a indossare mascherine a causa delle implicite pressioni del gruppo e delle preoccupazioni su ciò che gli altri potrebbero pensare. Fondamentali per il cambio di abitudini le campagne di salute pubblica”

Campagne di salute pubblica e messaggi continui che invitino a indossare le mascherine. Ecco cosa bisognerebbe fare secondo uno psichiatra americano per convincere tutti a usare il dispositivo di protezione. Robert Klitzman, docente di Psichiatria e direttore del programma di master in Bioetica presso la Columbia University, in un articolo pubblicato dal New York Times, ha analizzato le dinamiche sociali e psicologiche che muovono chi copre bocca e naso e, viceversa, chi invece continua a trasgredire una delle norme anti-contagio principali legate al coronavirus.. “Le mascherine sono fondamentali per proteggere noi e gli altri dal Covid-19, ma a nessuno piace indossarle. Sono calde e scomode, impediscono la respirazione, appannano gli occhiali, nascondono le espressioni facciali, ostacolano la comunicazione e sono scomodi”, scrive Klitzman. “In qualità di psichiatra - si legge ancora nella riflessione di Klitzman - ho anche visto come creano complesse dinamiche interpersonali” (COVID, AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE). 

La mascherina e le pressioni dei gruppi sociali

vedi anche

Scuola, si torna in classe tra ingressi scaglionati e mascherine. FOTO

Lo psichiatra cita il sociologo Erving Goffman per sottolineare come “all'interno dei gruppi sociali, le persone generalmente cercano di evitare di comportarsi in modi che altri potrebbero vedere come stigmatizzanti” e per questo “molte persone esitano a indossare mascherine a causa delle implicite pressioni del gruppo e delle preoccupazioni su ciò che gli altri potrebbero pensare”. Klitzman sostiene che “in generale, le persone vogliono essere apprezzate e accettate, non rifiutate o evitate” e che dunque “cercano di apparire amichevoli e aperte, non ostili, paranoiche o impaurite”.

L’importanza delle campagne di salute pubblica

approfondimento

Coronavirus, guida alla scelta e all'uso delle mascherine

Cosa fare dunque per superare questi ostacoli sociali? Fondamentali per Klitzman sono le campagne di salute pubblica. Il medico cita una serie di casi in cui il comportamento delle persone è in generale cambiato rispetto al passato. “Il fumo da cool è diventato ampiamente disapprovato, anche se ci sono voluti anni di ricerca medica e campagne di salute pubblica. Prima dell'11 settembre, si poteva lasciare momentaneamente la propria valigia nel terminal dell'aeroporto per andare in bagno; ora ciò scatena la paura e l'intervento della polizia, concetto rafforzato dagli incessanti messaggi pubblici incessanti: ‘Se vedi qualcosa, dì qualcosa’”.

L'esempio dell’uso del preservativo nella lotta contro l’Aids

approfondimento

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere sulle mascherine

“A metà degli anni ’90 - ricorda Klitzman - come membro della facoltà della Scuola di Salute Pubblica della Columbia, mi sono impegnato in accesi dibattiti sull'opportunità o meno di stigmatizzare le persone che non indossavano il preservativo. Molti sostenitori dei malati di Aids hanno sostenuto che avremmo ‘incolpato la vittima’, dal momento che le persone che convivono con Hiv sarebbero state costrette a rivelare di avere il virus. Ma gli esperti di salute pubblica - continua - hanno perseverato, sostenendo che chiunque sia sessualmente attivo con più partner avrebbe dovuto indossare un preservativo, non solo quelli che erano positivi all’Hiv. Celebrità come Magic Johnson hanno rafforzato il messaggio rivelando pubblicamente le proprie infezioni e sollecitando pratiche sessuali più sicure, contribuendo ad aumentare l'uso del preservativo".

L'uso della mascherina e i fattori psicologici

vedi anche

Inizia la scuola per 5,6 milioni studenti., novità e regole anti-Covid

Indossare o meno una mascherina dipenderebbe anche da fattori psicologici. “Secondo gli studi - afferma Klitzman - le persone che hanno avuto esperienza personale con un particolare rischio pensano che sia più probabile che si verifichi e lo valutano maggiormente nelle loro decisioni. In generale, i giovani hanno conosciuto meno persone con gravi sintomi di Covid-19 e quindi sono meno preoccupati. La ricerca suggerisce anche che più le persone vedono gli altri con le mascherine, più è probabile che ne indossino una. L'esposizione a gruppi che si coprono il viso - conclude lo psichiatra - fa sentire le persone meno strane nel farlo”.

Salute e benessere: Più letti