Covid-19 e riapertura scuole, esperti: “Rara trasmissione da bambino a adulto”

Salute e Benessere

In un nuovo articolo pubblicato su JAMA Pediatrics, l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) tranquillizza insegnanti e genitori in occasione della riapertura delle scuole, ribadendo l’importanza delle misure igieniche e di distanza fisica per la prevenzione dei contagi da coronavirus

"Nelle prime settimane di emergenza da SARS-CoV-2 si presumeva che i bambini potessero essere, come precedentemente dimostrato per

l'influenza, tra le principali cause di diffusione della malattia. Gli studi, però, ci hanno permesso di dimostrare che non è affatto così e la riapertura degli istituti scolastici non costituisce un pericolo per la salute globale”. È questa la posizione dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), che in un nuovo articolo pubblicato su JAMA Pediatrics tranquillizza insegnanti e genitori in occasione della riapertura delle scuole, ribadendo l’importanza delle misure igieniche e di distanza fisica per la prevenzione dei contagi da coronavirus (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA). 

 

Esperti WAidid: “Rara trasmissione da bambino a adulto”

 

Gli esperti nel documento, sulla base dei risultati emersi da diversi studi del settore, sottolineano come la maggior parte delle ricerche sembra rafforzare l’idea che i bimbi non ricoprano un ruolo di rilievo nella circolazione del nuovo coronavirus. In particolare, citando i risultati emersi da studi epidemiologici condotti sui più piccoli, sostengono che “il rischio di diffusione dell'infezione da coronavirus da bambino a bambino è basso e che è rara la trasmissione da bambino a adulto”. 

"Se a contatto con il nuovo coronavirus, l'80 per cento dei bambini non manifesta alcun sintomo e la bassa carica virale presente in questi casi non incide significativamente sull'andamento della pandemia", ha spiegato Susanna Esposito, presidente WAidid e professore ordinario di Pediatria all'Università di Parma. Nell’articolo gli esperti precisano che, secondo quanto emerso dagli ultimi studi di settore, i bambini avrebbero una suscettibilità alle infezioni dimezzata rispetto agli adulti e che svilupperebbero sintomi in circa il 20% dei casi rispetto all'80% dei più grandi. 

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Secondo l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive, dunque, la riapertura degli istituti scolastici non costituisce un pericolo per la salute globale. Ma per riaprire in sicurezza, “vanno adottate alcune precise precauzioni: da zero a sei anni misurazione della temperatura in caso di sintomi acuti e, in presenza di febbre associata a sintomi respiratori o gastrointestinali, velocità e tre T: testare, tracciare e trattare”. “Il raffreddore da solo non può essere motivo sufficiente per allontanare un bambino dalla comunità scolastica”, precisano gli esperti ribadendo come durante il lockdown, la chiusura della scuola in Italia abbia comportato disagi “nel 75% dei bambini e adolescenti, facendo emergere il ruolo primario dell’istruzione in presenza nel loro sviluppo psichico e sociale”. 

Quanto all'uso delle mascherine, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha fornito alcune dettagliate indicazioni: non sono da indossare da zero a 5 anni, mentre dai 6 a 11 il loro utilizzo è da valutare in base alla situazione epidemiologica scolastica o cittadina. Devono essere invece indossate dai bimbi con età superiore ai 12 anni, in particolare quando non è possibile garantire una distanza di almeno 1 metro dagli altri.

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