Aborto, il parere del Css: con pillola Ru486 non servirà il ricovero

Salute e Benessere

Lo ha annunciato, attraverso un tweet, il ministro Roberto Speranza che aveva chiesto una valutazione al Consiglio Superiore di Sanità. “Le nuove linee guida, basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana”, ha scritto. "Siamo pronti ad adeguarci ad una chiara ed univoca linea del Ministero", ha commentato Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria

Abortire, in seguito all’assunzione della pillola Ru486, non prevederà più il ricovero. E' quanto emerso dalle indicazioni e dal parere del Consiglio Superiore di Sanità a cui il ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva chiesto una valutazione. “Le nuove linee guida, basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. È un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194 che è e resta una legge di civiltà”, ha scritto su Twitter il ministro.

Le nuove linee guida

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Adesso, dopo questa valutazione, le nuove linee guida dovranno essere verificate da parte dell'Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco. Il parere degli esperti del Css ha segnalato anche che l'aborto farmacologico potrà essere praticato fino a 63 giorni di gestazione, superando la limitazione di 7 settimane in vigore attualmente. Inoltre, che potrà essere somministrato sia in consultorio sia in ambulatorio e che la paziente,  a cui prima della somministrazione del farmaco dovrà essere spiegata nel dettaglio la procedura e le possibili conseguenze, dopo mezz'ora potrà fare rientro a casa. Dopo due settimane, poi, sarà prevista la visita di controllo. Gli esperti hanno consigliato di escludere dall'uso della pillola le donne molto ansiose, con una bassa soglia del dolore e che vivono in condizioni igieniche precarie.

Tesei: “Pronti ad adeguarci”

"Siamo pronti ad adeguarci ad una chiara ed univoca linea del Ministero". Sono le parole della presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, dopo il parere del Consiglio Superiore di Sanità. Lo stesso era stato chiesto da Speranza dopo la delibera della Regione umbra, che aveva scatenato le polemiche, dopo aver indicato la necessità del regime di ricovero ordinario per l'aborto farmacologico.

Un importante risultato

"Sono passati tanti anni da quando abbiamo iniziato la battaglia per la Ru486, in Umbria come nel resto del Paese. Oggi, anche grazie alla straordinaria mobilitazione partita da Perugia, possiamo incassare un primo importante risultato, ma il nostro impegno continuerà fino alla piena applicazione della legge 194". Queste le parole di Barbara Mischianti, segretaria regionale della Cgil dell'Umbria, a commento dell'annuncio, da parte del ministro Speranza, dell'aggiornamento delle linee guida sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486. "Ora la Regione Umbria deve immediatamente cancellare la delibera liberticida che costringe le donne al ricovero di tre giorni e provvedere ad applicare le direttive che arrivano dal Consiglio superiore di sanità”, ha aggiunto Mischianti, “ma questo da solo non è sufficiente”. Al vaglio, secondo la segretaria regionale Cgil, il potenziamento di consultori e servizi territoriali, oltre all’opportunità di “garantire contraccezione gratuita (come prevista dalla legge 194), così come di regolare il fenomeno dell'obiezione di coscienza dei medici, per far sì che un giusto intervento normativo non resti solo sulla carta", ha detto ancora.

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