Covid-19, studio: desametasone potrebbe salvare 650.000 vite in 6 mesi

Salute e Benessere

È quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Oxford, che hanno valutato l’impatto dell'utilizzo di questo corticosteroide sulla salute e sull’economia a livello globale

Somministrare precocemente il desametasone nei  pazienti positivi al coronavirus con difficoltà respiratorie potrebbe salvare a livello globale centinaia di migliaia di vite nei prossimi sei mesi di pandemia. È quanto emerso da un nuovo studio, pubblicato in pre-print su medRxiv, condotto da un team di ricercatori dell’Università di Oxford, che ha analizzato l’impatto dell'utilizzo di questo corticosteroide sulla salute e sull’economia a livello globale. Si tratta di uno steroide economico e facilmente reperibile sul mercato che in un recente studio si è dimostrato in grado di migliorare la sopravvivenza dei pazienti affetti da Covid-19 in forme gravi. 

 

Lo studio nel dettaglio 

 

Supponendo che il desametasone abbia un effetto simile in contesti in cui l'accesso alle terapie con ossigeno è limitato, i ricercatori dell’Università di Oxford, grazie a un algoritmo, hanno stimato che il suo utilizzo precoce nei pazienti con difficoltà respiratorie permetterebbe di evitare 650mila decessi a livello globale entro gennaio 2021. 12mila solo nel Regno Unito. “Se il desametasone agisce diversamente in queste impostazioni, l'impatto potrebbe essere inferiore alla metà di questo valore”, precisano gli autori della ricerca.

Quanto all’impatto dell’utilizzo del desametasone sull’economia, i risultati dello studio suggeriscono che per ogni vita salvata potrebbe portare a un risparmio di 8.200 sterline. I ricercatori dell’Università di Oxford consigliano il desametasone come trattamento candidato standard per i pazienti con Covid-19 con difficoltà respiratorie.

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Come accennato precedentemente, in un recente studio condotto sempre dai ricercatori dell’Università di Oxford, il desametasone si è dimostrato in grado di migliorare la sopravvivenza dei pazienti affetti da Covid-19. 

Nello specifico, i risultati preliminari dello studio, condivisi con l’Oms nel mese di giugno, suggeriscono che il desametasone sarebbe in grado di ridurre la mortalità di circa il 18% tra i pazienti contagiati sotto ossigenazione e del 36% tra i soggetti positivi sotto ventilatore polmonare. 

“È il primo trattamento che ha dimostrato di ridurre la mortalità nei pazienti con Covid-19 che richiedono supporto per ossigeno o ventilatore", aveva dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms. "Questa è una grande notizia e mi congratulo con il governo del Regno Unito, l'Università di Oxford e i numerosi ospedali e pazienti nel Regno Unito che hanno contribuito a questa svolta scientifica salvavita”.

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