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I tifosi accaniti sono a più alto rischio di stress e infarto

I titoli di Sky Tg24 delle ore 8 del 27/1

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Al centro dello studio, condotto da ricercatori dell’università di Oxford, il cortisolo, un ormone che nei fan particolarmente identificati nella loro squadra di calcio può assumere livelli pericolosi nel corso delle partite 

Gli appassionati di calcio particolarmente accaniti e fortemente identificati con i colori per cui tifano sperimentano intensi livelli di stress fisico durante le partite. A dirlo è uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Oxford e pubblicato sulla rivista scientifica “Stress and Health”.

Lo stress nei tifosi

"Anche i sostenitori occasionali sperimentano lo stress, ma non in maniera così forte come in coloro che si identificano con la propria squadra", ha spiegato la ricercatrice Martha Newson, che ha coordinato lo studio. "Non sono state riscontrate invece differenze nei livelli di stress tra uomini e donne, nonostante il pregiudizio secondo il quale gli uomini siano più legati alle loro squadre di calcio", ha spiegato l’esperta. Tra le soluzioni proposte dagli esperti, quella secondo cui negli stadi dovrebbero essere abbassate le luci ed essere diffusa musica rilassante dopo le partite, mentre i club potrebbero prendere in considerazione la possibilità di offrire screening cardiaci o altre misure di prevenzione ai sostenitori più esagitati.

La ricerca in Brasile

Stando allo studio, i fan particolarmente accaniti sono maggiormente a rischio di sperimentare livelli pericolosi di cortisolo, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, di tipo steroideo, derivante cioè dal colesterolo, comunemente associato allo stress. “I fan che sono fortemente identificati con la loro squadra sperimentano la più grande risposta allo stress fisiologico quando guardano una partita", afferma la ricercatrice. Per affermare questa tesi, gli esperti hanno condotto uno studio sugli spettatori brasiliani durante i Mondiali del 2014, organizzati proprio in Brasile. Nel processo di studio, sono stati raccolti campioni di saliva dei tifosi prima, durante e dopo le partite, inclusa la storica disfatta in semifinale del Brasile (1 - 7) contro la Germania. "Il cortisolo è schizzato alle stelle durante le partite dal vivo per i fan che erano fortemente identificati con la squadra", ha spiegato Newson. “E il livello è stato particolarmente alto durante le partite in cui la selezione brasiliana ha perso”.

Il legame con le malattie cardiache

Ci sono molte condizioni negative di salute legate allo stress estremo di cui i fan del calcio dovrebbero essere consapevoli, dicono gli esperti. Se da un lato il cortisolo è essenziale per rispondere agli stress quotidiani a cui la vita ci sottopone, livelli troppo elevati di questo ormone nel tempo possono generare un sistema immunitario depresso (con più tosse, raffreddori e persino allergie), aumento di peso e aumento della pressione sanguigna con un rischio significativo di malattie cardiache. In effetti, spiegano ancora i ricercatori, ricerche precedenti hanno stabilito una relazione tra l’aumento degli attacchi di cuore tra i tifosi e i giorni delle partite, sia a livello di club che di nazionale. "Con i risultati della nostra ricerca, potremmo essere meglio attrezzati per identificare quali fan sono maggiormente a rischio di attacchi di cuore", spiega ancora Newson. I risultati potrebbero anche essere rilevanti per migliorare inoltre le strategie di gestione della folla durante eventi così popolati come le partite di calcio. "Le strategie che mirano a ridurre gli ormoni dello stress a seguito di partite particolarmente intense potrebbero aiutare a ridurre gli episodi di teppismo e violenza", ha concluso poi ancora la specialista.  

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