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Malaria, scoperti nuovi bersagli per neutralizzare i parassiti

I titoli delle 13 di Sky Tg24 del 14 novembre

2' di lettura

Nel corso di uno studio lungo tre anni un gruppo di ricercatori ha analizzato il Dna del parassita del genere Plasmodium berghei e, per individuare potenziali bersagli per neutralizzarlo, ha eliminato uno alla volta 1.300 dei 5.000 geni presenti nel suo genoma

Un consorzio internazionale, guidato dal ricercatore Volker Heussler, dell'Università svizzera di Berna, e da Oliver Billker dell'Università svedese di Umeå, è riuscito a creare la mappa completa del Dna dei parassiti che veicolano la malaria. I ricercatori hanno potuto così individuare i geni coinvolti nella sopravvivenza di questi organismi: una scoperta di grande importanza, che potrebbe portare in futuro allo sviluppo di farmaci e vaccini efficaci. La malaria è trasmessa dalla puntura di zanzare infette dal parassita del genere Plasmodium e ogni anno causa circa 400mila morti in tutto il mondo.

L’individuazione dei geni coinvolti nel metabolismo del parassita

Nel corso di uno studio lungo tre anni, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cell, i ricercatori hanno analizzato il Dna del parassita del genere Plasmodium berghei e, per individuare potenziali bersagli per neutralizzarlo, hanno eliminato uno alla volta 1.300 dei 5.000 geni presenti nel suo genoma. Questa procedura ha permesso agli esperti di scoprire gli effetti di ogni particella cromosomica sull’ organismo del parassita e di osservarli per tutta la durata del suo ciclo vitale. È stato così possibile identificare i geni chiave per la sopravvivenza di Plasmodium berghei, ossia quelli coinvolti nel suo metabolismo. “Lo studio ci ha permesso di identificare centinaia di obiettivi, in particolare nel metabolismo del parassita”, spiega Rebecca Stanway, autrice dello studio e ricercatrice dell’Università di Berna. “Grazie a questo risultato è ora possibile prevedere quali dei geni precedentemente inesplorati sono vitali per il parassita e sono quindi obiettivi adatti per il controllo della malaria”, aggiunge Anush Chiappino-Pepe, studioso del Politecnico Federale di Losanna (Epfl). 

Le dichiarazioni dell’Oms

Negli scorsi mesi, l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che la ricerca e lo sviluppo accelerati per nuovi strumenti destinati alla prevenzione e al trattamento della malaria sono essenziali per eradicare la malattia nel prossimo futuro. L’Oms ha anche segnalato che attualmente sono meno dell’1% i finanziamenti per gli investimenti nel settore sanitario dedicati a contrastarla e ha ribadito la necessità di implementare la copertura sanitaria universale per migliorare l’accesso ai servizi e favorire una migliore sorveglianza per guidare una risposta più mirata alla patologia. 

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