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Disfagia, ne soffrono 6 milioni di italiani: i ’nuovi cibi’ gustosi

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 15/4

2' di lettura

Spesso i pazienti con difficoltà nella deglutizione ricorrono al consumo di alimenti incolore e inodore. Dal convegno ‘Disfagia una patologia. La nutrizione una risposta’, le nuove vivande fresche e saporite

In Italia sono oltre 6 milioni i pazienti affetti da disfagia, un disturbo caratterizzato da difficoltà nella deglutizione.
In buona parte dei casi il suo sviluppo è associato a malattie neurologiche e neurodegenerative, quali il Morbo di Parkinson e l’Alzheimer. Soffrono spesso di disfagia anche le persone colpite da ictus e tumori o con problemi cardiovascolari.
Solitamente questa patologia comporta una serie di conseguenze che compromettono la salute di chi ne soffre.
In soccorso ai soggetti affetti da disfagia arrivano i ‘nuovi cibi’ facilmente deglutitili, presentati in occasione del convegno ‘Disfagia una patologia. La nutrizione una risposta’, tenutosi a Milano.

Disfagia: sintomatologia e numeri

Avere difficoltà nella deglutizione, oltre a provocare fastidio e a rallentare la progressione del cibo verso gli organi dell’apparato digerente responsabili della sua elaborazione e assorbimento, comporta una riduzione della voglia di cibo: un sintomo spesso associato alla malnutrizione e un non salutare calo di peso. In Italia il disturbo interessa soprattutto gli anziani, ma è comune anche tra gli adulti: colpisce per il 45% persone con età superiore ai 75 anni e per il 20% individui sopra ai 50 anni.
Il 60% dei pazienti che ne sono affetti risiede in RSA o usufruisce dei servizi di Assistenza Domiciliare, ed è composto soprattutto da individui con malattie neurodegenerative e cardiovascolari, o colpiti da ictus e tumori.

I ‘nuovi cibi’ presentati al convegno dedicato a Milano

Spesso i pazienti che soffrono di disfagia sono costretti, per combattere la sua sintomatologia, a consumare alimenti specifici, solitamente incolore e inodore, che non favoriscono l’appetito. Per ovviare a questa problematica, gli esperti hanno sviluppato ‘nuovi cibi’ che, oltre ed essere freschi e gustosi, hanno una consistenza perfetta per gli individui con questo disturbo. La loro efficacia è stata comprovata da un test condotto su 25 pazienti all’Azienda di Servizi alla Persona di Pavia, polo geriatrico dell'Università lombarda.
In soli 3 mesi di sperimentazione il campione ha riscontrato un miglioramento della salute.
"Le caratteristiche di questi prodotti e la tipologia di confezionamento permettono di ottimizzare i processi produttivi e la distribuzione dei pasti e di poterli proporre al paziente anche una volta dimesso”, spiega Mariangela Rondanelli, dell'Azienda di Servizi alla Persona di Pavia.
“Questi cibi speciali saranno classificati come 'Alimenti a fini medici speciali'(Afms) per i quali è in corso l'iter di ottenimento al Ministero della Salute".

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