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Cancro al seno: luce notturna aumenterebbe rischio metastasi

I titoli di Sky Tg24 delle 13 del 25/03

2' di lettura

Lo dimostra uno studio sui topi presentato da Endocrine Society: l’esposizione alla luce fioca bloccherebbe la produzione di melatonina circadiana, cruciale per frenare la diffusione del tumore 

Un’eccessiva esposizione alla luce fioca dell’abat-jour durante le ore notturne, un’abitudine comune tra molte persone e ritenuta sicura, potrebbe rivelarsi dannosa per chi è affetto dal cancro al seno, favorendo la diffusione del tumore fino alle ossa. A notare per la prima volta questa sorprendente associazione sono stati i ricercatori della Tulane University School of Medicine di New Orleans, pubblicando i risultati ottenuti in uno studio presentato all’incontro annuale della Endocrine Society. Dopo aver notato sui topi gli effetti dell’illuminazione durante la notte, i ricercatori sono ora alla ricerca di metodi efficaci per inibire lo sviluppo di metastasi.

Perché la luce fioca favorirebbe le metastasi

A causa dei disagi causati dalla malattia, sono molti i pazienti colpiti dal tumore alla mammella che, non riuscendo a dormire, possono ritrovarsi esposti per diverse ore alla luce tenue di una lampada, piuttosto che all’illuminazione causata da device elettronici. Come spiegato da Muralidharan Anbalagan della Tulane University School of Medicine, nessuno in precedenza era stato in grado di notare un legame tra l’esposizione all'illuminazione notturna e un’interruzione della produzione di melatonina circadiana, cruciale sia per un buon riposo che per il rilascio delle cosiddette “azioni anti-cancro”. Di conseguenza, il blocco causato dalla luce fioca porterebbe alla formazione di metastasi, che spesso si diffondono alle ossa rendendole più fragili e provocando dolori ai pazienti.

Cancro alla mammella: l’esperimento sui topi

Per lo studio preliminare sui topi, i ricercatori hanno prima creato un modello di tumore al seno con metastasi, notando la tendenza dei roditori a produrre, proprio come gli uomini, un forte segnale di melatonina circadiana. Dopo essere stati tenuti alla luce per 12 ore al giorno, gli animali sono stati divisi in due gruppi: il primo ha passato le successive 12 ore al buio, mostrando un aumento nei livelli di melatonina prodotti; al contrario, il secondo gruppo ha trascorso lo stesso periodo esposto a una luce fioca, minore addirittura a quella generata dal display di un cellulare. Analizzando ai raggi X i topi che hanno ricevuto l’illuminazione notturna, i ricercatori hanno notato un’estensione molto maggiore del tumore, con danni significativi alle ossa, rispetto ai roditori soggetti alla classica alternanza tra luce diurna e oscurità durante la notte. Secondo Anbalagan, i risultati sottolineano l’importanza del segnale anti-cancro della melatonina circadiana prodotto nelle ore notturne, particolarmente efficace nel bloccare la diffusione delle metastasi. 

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