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Le flessioni ci dicono come sta il nostro cuore

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 21/02

2' di lettura

Un nuovo studio rivela che il numero di piegamenti eseguiti da una persona potrebbe predire future malattie cardiovascolari. Chi riesce a fare 40 flessioni rischierebbe fino al 96% in meno 

C’è una nuova ragione per convincere anche i più scettici a impegnarsi a fare flessioni: il numero di piegamenti che una persona riesce a fare sarebbe un indicatore della salute del cuore. L’associazione tra il benessere cardiaco e la prestanza fisica emerge da una ricerca condotta dalla T. H. Chan School of Public Health dell’Università di Harvard a Boston, i cui risultati sono stati pubblicati su Jama Network Open. Per raggiungere questa conclusione, i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti nell’arco di 10 anni relativi a oltre 1000 uomini intorno ai 40 anni, notando i benefici dati dalla capacità di completare determinati cicli di flessioni.

Flessioni indicatori della salute del cuore: ecco perché

Sarà pure un esercizio faticoso, ma mettersi di buona volontà a fare qualche flessione sarebbe un metodo valido per capire come sta il cuore e l’eventuale rischio di soffrire di malattie cardiovascolari in futuro. Il campione considerato dai ricercatori era composto da 1104 pompieri dall’età media di 39.6 anni, a cui è stato chiesto all’inizio dell’esperimento di sottoporsi a esercizi quali, appunto, flessioni e test sul tapis roulant. A 10 anni di distanza dalle prove, gli uomini che erano riusciti a completare 40 flessioni di seguito mostravano un rischio molto minore, in alcuni casi fino al 96%, di incorrere in problemi come la malattia coronarica o l’arresto cardiaco rispetto a chi ne faceva meno di 10.

Le flessioni più affidabili dei test da sforzo

Gli autori della ricerca sottolineano che, considerando il campione di uomini di mezza età e attivi, i risultati potrebbero non essere estendibili ad altre persone con diverse caratteristiche. Sebbene l’esercizio fisico sia in generale associato al benessere, compreso quello cardiaco, lo studio realizzato ad Harvard mostra sorprendentemente che le flessioni risultavano più affidabili persino dei classici test da sforzo nel prevedere la possibilità di soffrire di problemi cardiovascolari. Secondo Justin Yang, primo autore della ricerca, le flessioni sarebbero quindi “un metodo facile e a basso costo per aiutare le persone a valutare il rischio di malattie cardiovascolari”.

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